Futuro governo ancora in fasce per il premier incaricato Matovič

Da giorni non ne parliamo a causa del coronavirus che ha oscurato tutte le altre notizie ed è divenuto anche in Slovacchia questione di emergenza nazionale. Ma il vincitore delle elezioni parlamentari Igor Matovič, leader del partito OĽaNO (oltre il 25% dei voti), sta continuando a incontrare i suoi potenziali alleati per costruire un governo durevole e possibilmente abbastanza forte da mettere mano anche a riforme costituzionali. Mentre il governo uscente di Peter Pellegrini ha tenuto oggi la sua 200esima seduta del consiglio dei ministri, una riunione dominata proprio dall’epidemia crescente, la squadra dell’esecutivo è stata a grandi linee delineata. Malgrado le lamentele dell’ex presidente Kiska, fondatore del partito Za ľudí, la distribuzione dei ministri dovrebbe essere confermata con 8 poltrone per Gente comune e personalità indipendenti (OĽaNO), 3 per Sme Rodina (Siamo una famiglia), 2 a Libertà e Solidarietà (SaS) e 2 a Za ľudí (Per la gente).

Proprio questa mattina Matovič, incaricato la scorsa settimana della formazione del governo, ha chiesto un incontro e si è recato dalla presidente Zuzana Čaputová per discutere dello stato dell’arte dei suoi negoziati per la formazione di una coalizione. Sembrerebbe che l’incontro si sia reso necessario perché i colloqui con i partner si sarebbero complicati, dopo che lunedì sembrava tutto andare liscio come l’olio. Non c’è accordo su alcuni nomi in ministeri chiave, ma il quadro della coalizione a quattro dovrebbe essere ormai confermato.

Nei giorni scorsi Andrej Kiska ha avuto problemi cardiaci, e si è fatto sostituire dalla vice Veronika Remišová nei negoziati. Matovič e Sulík (SaS) avevano dichiarato all’inizio di questa settimana che sarebbe stato possibile annunciare il nuovo governo mercoledì, dunque oggi. La presidente Čaputová, che aveva tenuto i colloqui con i partiti a tempo record, aveva chiesto a Matovič di fare presto, e voleva un nuovo esecutivo entro due settimane dal voto del 29 febbraio.

Dopo l’incontro con Čaputová, dove è rimasto per oltre un’ora e da cui è uscito senza fermarsi a parlare con i giornalisti, Igor Matovič si è fatto fotografare a pranzo con Eduard Heger (OĽaNO), Boris Kollár e Milan Krajniak (Sme Rodina).

Questa i nomi in ballo per la squadra di Matovič secondo indiscrezioni di stampa di questa mattina. Ma non è l’unica lista che circola.

– Ministero della Giustizia: Mária Kolíková (Za ľudí)
– Ministero degli Interni: Gábor Grendel (OĽaNO)
– Ministero della Difesa: Jaroslav Naď (OĽaNO), Milan Krajniak (Sme Rodina)
– Ministero delle Finanze (?): Richard Sulík (SaS), Eduard Heger (OĽaNO)
– Ministero dell’Economia: Eduard Heger (OĽaNO)
– Ministero della Salute: Marek Krajčí (OĽaNO)
– Ministero dell’Istruzione: Branislav Gröhling (SaS)
– Ministero degli Affari esteri (?): Tomáš Valášek (Za ľudí), Veronika Remišová (Za ľudí), un diplomatico (OĽaNO)
– Ministero dei Trasporti: Štefan Holý (Sme Rodina)
– Ministero del Lavoro (?): Petra Krištúfková (Sme Rodina), Vladimír Ledecký (Za ľudí)
– Ministero dell’Agricoltura: Vladimír Ledecký (Za ľudí)
– Ministero della Cultura: Natália Milanová (OĽaNO)
– Ministero dell’Ambiente: (?)

Se il futuro primo ministro, Igor Matovič, è dato per assodato fin dall’incarico ricevuto dalla presidente, lo stesso vale per la presidenza del Parlamento a Boris Kollár (Sme Rodina), che lui ha espressamente chiesto e ottenuto nonostante qualche mal di pancia. Per i quattro vice di Kollár in Parlamento si parla di Ján Budaj (OĽaNO), Martin Klus (SaS), e Peter Pellegrini (Smer). Rimane il punto interrogativo per un altro nome di Za ľudí.

Ricorsi post-elettorali alla Corte costituzionale

Oggi la coalizione PS-Spolu ha deciso di presentare un ricorso alla Corte costituzionale sul risultato del voto, dopo avere raccolto su un sito web apposito le testimonianze di persone (sembra 1.200) che hanno votato i loro candidati ma nei risultati ufficiali del loro seggio non risulta nessun voto per loro. Alle elezioni parlamentari i due partiti Progresívne Slovensko e Spolu ha ottenuto il 6,96% dei voti, appena 926 in meno del quorum necessario per superare la quota minima di sbarramento, che per le coalizioni è fissata al 7%. Se davvero mancano almeno 1.200 voti, il risultato elettorale potrebbe essere stato molto diverso, e i due partiti avrebbero potuto avere almeno una dozzina di parlamentari. Dopo il voto si sono dimessi entrambi i due leader, Michal Truban e Miroslav Beblavý. Un ricorso era stato annunciato, ma al momento non portato a termine, anche da Štefan Harabin, che con il suo partito Vlasť (Patria) si è fermato al 2,93%, mentre gli sarebbe stato necessario superare il 5% di sbarramento.

(La Redazione)

Foto FB
Ottimismo al ricevimento dell’incarico

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