Pellegrini: Slovacchia pronta ad aiutare Budapest per la protezione dei confini Schengen

Se si dovesse verificare una nuova ondata migratoria attraverso la rotta balcanica, la Slovacchia è pronta a fornire aiuto alla vicina Ungheria con agenti di polizia e attrezzature «in qualsiasi momento» per proteggere i suoi confini, che sono anche parte della frontiera meridionale dell’area Schengen. Lo ha dichiarato ieri il premier slovacco Peter Pellegrini dopo un vertice straordinario a Praga del Gruppo Visegrad (V4 / Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia). Se la Grecia non si dimostrerà in grado di far fronte alla situazione, avremo un «grave rischio per la sicurezza» per diversi paesi europei, ha affermato Pellegrini. Nel frattempo, la Slovacchia «proteggerà attentamente il confine orientale di Schengen con l’Ucraina». Il governo slovacco, al momento in carica solo per gli affari correnti in attesa della creazione di un nuovo esecutivo, può decidere di inviare personale e attrezzature se necessario anche all’agenzia europea Frontex che verrà dispiegata in Grecia.

Pellegrini ha ribadito «la posizione dura della Slovacchia», che «non accetterà mai la redistribuzione dei migranti, sia dalla Grecia che quelli che devono ancora raggiungere l’Europa». Il premier ha sottolineato che la Slovacchia è tuttavia pronta a partecipare a progetti specifici per il controllo della migrazione, per mostrare un certo grado di solidarietà, ma «non rinuncerà mai alla sua sovranità» nel decidere chi può e chi non può entrare «nel suo territorio per vivere o studiare».

La situazione alle frontiere esterne dell’UE era uno dei temi del vertice, indetto in fretta e furia per affrontare temi scottanti come la diffusione del coronavirus COVID-19 dopo che la Turchia ha aperto le sue frontiere lasciando passare (o meglio spingendo) migliaia di profughi verso la Grecia e la Bulgaria. Il primo ministro ceco Andrej Babiš, che ospitava la riunione come presidente di turno del V4, ha dichiarato dopo il vertice che la situazione alle frontiere esterne dell’UE è grave e «non dobbiamo sottovalutarla», e riconoscendo gli sforzi della Grecia per proteggere le frontiere esterne dell’UE ha ricordato che i paesi V4 sono pronti a fare la loro parte.

Pellegrini aveva ribadito la solidarietà e disponibilità di aiutare l’Ungheria per la protezione dei confini anche qualche settimana fa, prima che la mossa di Erdogan rendesse la questione migratoria di nuovo un argomento di drammatica attualità. Il 13 febbraio si era recato con il ministro degli Interni Denisa Saková a Rozske, valico di frontiera nel sud dell’Ungheria già tristemente noto per l’ondata migratoria del 2015, e qui aveva assicurato al collega Viktor Orbán la disponibilità slovacca ad essere coinvolti con uomini e mezzi. «Sarebbe molto pericoloso e spiacevole se decine di migliaia di migranti attraversassero questo confine, qui nel sud dell’Ungheria, e si dirigessero anche verso la Slovacchia, nel qual caso la Slovacchia avrebbe un grave problema», aveva affermato allora il primo ministro slovacco. Seondo Orbán il 95% dei migranti in arrivo è costituito da giovani uomini, e non donne e bambini come appare su fotografie e video sui media stranieri. «Questo non si può dire in Europa, ma è un’invasione organizzata», ha notato Orbán.

(Red)

Foto Vlada SR

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