Raid a Mochovce di agenti NAKA e militari per indagare una frode sui materiali

Una squadra speciale dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA dal nome in codice “Elektro” ha effettuato martedì, insieme a un centinaio di agenti di polizia, un blitz nei locali della centrale nucleare di Mochovce nell’ambito di un’operazione di polizia chiamata “Atom”. La perquisizione ha riguardato la ricerca di prove nell’ambito di un procedimento penale per il reato di frode aggravata. Un reato che, informa la polizia, è direttamente collegato al completamento del terzo e quarto blocco nucleare della centrale di Mochovce. L’azione della polizia è proseguita il giorno dopo ed è stata condotta «in diverse parti del sito della centrale nucleare». La polizia ha anche rilevato «fatti specifici necessari per i procedimenti penali direttamente negli edifici incompiuti delle unità 3 e 4» della centrale atomica. Le forze di polizia intervenute erano accompagnate da esperti di vari settori e da militari delle Forze armate con tecnologia militare.

ZÁSAH NAKA V JADROVEJ ELEKTRÁRNI: VIAC INFORMÁCIÍIde o včerajší zásah. VIDEO:…

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Streda 4. marca 2020

La polizia ha basato l’iniziativa del blitz sulle verifiche dei materiali forniti da diverse società per la costruzione della centrale nucleare, un procedimento in cui presumibilmente la società elettrica Slovenské elektrárne sarebbe la vittima. «Attraverso diverse società, vari materiali sono stati forniti alle unità della centrale nucleare in via di completamento, che non dovrebbero corrispondere, in termini di composizione, processo di produzione o origine, al materiale per il quale sono state emesse fatture e per le quali la società danneggiata avrebbe pagato», sostiene la polizia. Al momento non sarebbe ancora possibile valutare la somma oggetto di frode.

L’unità NAKA “Elektro” aveva già fatto una incursione alla centrale di Mochovce a novembre, quando nell’operazione “Manager” furono arrestate due persone, un dirigente dell’azienda e un rappresentante di un appaltatore coinvolto nella costruzione dei due blocchi del reattore. Allora la polizia disse soltanto che l’operazione era collegata alla fornitura di lavori il cui valore fu gonfiato nelle fatture «del 1.000 percento». Importi che a suo tempo furono tutti regolarmente pagati al contraente.

(La Redazione)

 

Foto seas.sk

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