Prove di governo: Matovič studia da primo ministro e si appresta ad aprire i negoziati

Prima ancora di recarsi dalla presidente Zuzana Čaputová, il vincitore delle elezioni Igor Matovič, leader di OĽaNO, e il capo del partito Sme Rodina (Siamo una famiglia) Boris Kollár, terzo arrivato dopo Smer, si sono incontrati lunedì e hanno discusso della formazione di un nuovo governo. Matovič avrebbe anche incontrato già domenica, mentre il voto era ancora in corso, il capo di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulík per la stessa ragione. Da giorni si sentiva sicuro di ricevere un forte riscontro alle elezioni, ma non aveva idea che sarebbe stata una “valanga” del genere. Come abbiamo ricordato ieri, nell’ultimo decennio solo i socialdemocratici avevano raggiunto percentuali sopra il 25%.

Secondo Matovič si dovrebbe creare una ampia coalizione dei partiti “democratici” fino a ieri all’opposizione, in modo da mettere insieme una maggioranza solida e utile a promuovere riforme costituzionali. Per modificare il testo della Costituzione è necessaria una maggioranza qualificata di 90 parlamentari, pari a due terzi dell’assemblea. Per arrivarci è necessario che tutti e quattro i partiti che rispondono ai criteri elencati – OĽaNO, Sme Rodina, SaSZa ľudí – uniscano le forze liberando il campo del pregresso, e si mettano a scrivere un programma di governo. La presidente della Repubblica ha incontrato tra ieri e oggi tutti e quattro i leader già all’opposizione proprio per definire velocemente le loro priorità e volontà di creare una maggioranza. In questo caso, lei è pronta a dare a Matovič l’incarico di formare un governo. Čaputová ha detto già ieri che non c’è ragione di tentennare, e a suo parere se c’è la volontà politica un nuovo governo dovrebbe nascere «nel giro di giorni, non settimane».

Dnes som rokovala s predstaviteľmi strán, ktoré dostali ponuku od Igora Matoviča, aby sa stali súčasťou budúcej vládnej…

Uverejnil používateľ Zuzana Čaputová Utorok 3. marca 2020

Libertà e Solidarietà (SaS) ha fatto sapere di essere interessato al governo ed è favorevole a qualsiasi composizione. Lo ha dichiarato Richard Sulík dopo avere incontrato stamane la presidente Čaputová. Egli è disponibile a concedere a Boris Kollár la poltrona di presidente del Parlamento, come da lui espresso in queste ore, e non vuole in nessun modo creare un ostacolo alla nascita di un governo. «Siamo pronti ad essere un elemento stabile e vincolante del nuovo governo», ha affermato Sulík, secondo il quale dovrebbe anche rimanere presidente del suo partito malgrado il risultato non esaltante.

Andrej Kiska, capo del partito Za ľudí (Per il popolo), dovrebbe incontrare oggi Matovič per colloqui informali. «Gli farò molte domande su come il governo svolgerà la sua azione e come affronterà diverse questioni, come ad esempio le materie in cui verranno sollevate questioni relative ai valori», ha spiegato. L’ex presidente ha detto che vuole sapere l’opinione di Matovič su democrazia diretta e natura vincolante dei referendum, e gli chiederà i nomi che circolano per gli incarichi ministeriali e per le altre nomine statali. Dopo essere stato a Palazzo dalla presidente Čaputová, Kiska ha dichiarato oggi che si aspetta che il futuro governo abbia un forte credito professionale e morale. La direzione del suo partito si riunirà giovedì per decidere se dare a Kiska un mandato ufficiale per negoziare con Matovič sulla formazione di un governo. Sulla formazione della coalizione, Kiska ha detto che a suo parere nel nascente governo «non dovrebbe figurare il partito Sme Rodina di Boris Kollár, se la situazione lo consente, ma questa decisione spetta a Matovič». Egli comprende tuttavia la volontà di mettere insieme tutti e quattro i partiti per ottenere una maggioranza qualificata in grado di mettere mano alla Costituzione per fare riforme, come ad esempio nella magistratura.

🔴 Po stretnutí Igora Matoviča s Andrejom Kiskom

Uverejnil používateľ OBYČAJNÍ ĽUDIA a nezávislé osobnosti Utorok 3. marca 2020

Sme Rodina potrebbe prendersi i ministri della Difesa e dei Trasporti e la carica di vice premier nel nuovo governo, ha detto Boris Kollár dopo l’incontro con la presidente Čaputová. Milan Krajniak, già candidato alle presidenziali dello scorso anno, potrebbe andare alla Difesa e Stefan Holy ai Trasporti. Kollár ha affermato di ritenere fondamentale che i partiti abbiano rispettato le promesse preelettorali fissate nel “patto di non aggressione“. Ha difeso la fattibilità di uno dei suoi temi elettorali, la costruzione di appartamenti da affittare a prezzi calmierati e non ha voluto rispondere alle perplessità di Kiska sulla presenza del suo partito nel nuovo governo dicendo di non voler aumentare la tensione. «Le persone hanno dato ai nostri partiti un incarico sociale» e a loro non interessa sapere perché non dovrei aderire al governo, ha detto.

Matovič aveva ipotizzato di avere tra i ministri anche l’avvocato Daniel Lipšic, che ha annunciato invece di non volere un posto al governo. Lipšic è stato membro del Parlamento per diverse legislature, prima a lungo per i cristiano-democratici (KDH) e poi con il movimento NOVA da lui fondato qualche anno fa, presentandosi nella lista elettorale di OĽaNO. Lipšic ha già ricoperto la funzione di ministro, sia agli Interni che alla Giustizia. Si dimise da parlamentare dopo un incidente stradale nel quale investì e uccise un persona a Bratislava, fatto per cui fu condannato. In questi ultimi due anni Daniel Lipšic è stato il legale della famiglia Kuciak, oggi parte civile nel processo per l’omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak. «Sono convinto di poter essere più utile oggi per il popolo nella mia professione di avvocato. Ci sono processi in corso che sono cruciali per il destino della giustizia in Slovacchia», ha scritto su un profilo social.

Se si creerà una coalizione a quattro, secondo il primo ministro in pectore Igor Matovič la suddivisione delle poltrone al governo potrebbe essere così: 8 per OľaNO, 3 per Sme Rodina e 2 per SaS e Za ludi. Ma questo scenario prevede che tutti i quattro partiti concedano qualcosa e mettano da parte antichi rancori. Come le ruggini tra Matovič e Kiska, che gli ha sfilato da sotto il naso pochi mesi fa la capogruppo Veronica Remosova, o quelle tra Kiska e Kollár. Il più tranquillo di tutti sembre Richard Sulík, che forse vorrebbe per sé il ministero delle Finanze, ma intanto ha messo avanti il nome del deputato Eduard Heger di OľaNO. Negli anni ’90 fu Sulík, da consigliere dell’allora ministro Ivan Mikloš, a mettere in campo la flat tax slovacca, che fu poi modificata dai governi di Robert Fico.

In base agli incontri di oggi, tra cui va registrato anche quello con Peter Pellegrini (Smer-SD) per le procedure da seguire in base alla Costituzione dopo le elezioni, e verificata la disponibilità dei tre partiti liberali e conservatori a negoziare con OĽaNO per formare un nuovo governo, il capo dello Stato ha scritto in un post su un social media che «posso annunciare che domani incontrerò di nuovo Igor Matovič e lo incaricherò di formare un governo».

 

(La Redazione)

Foto FB/igormatovicpremierSR

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