Elezioni, si cambia tutto: Smer solo secondo, vince OĽaNO di Igor Matovič

Il voto per il rinnovo del Consiglio nazionale, il Parlamento della Slovacchia, si è concluso sabato sera 29 febbraio con una affluenza record del 65,8%. La volta scorsa, nel 2016, furono il 59,82% degli aventi diritto a recarsi ai seggi, il 59,11% nel 2012 e il 58,83% nel 2010. Bisogna andare indietro di diciotto anni, al 2002, per vedere un’affluenza superiore. Allora, ben il 70,07% andò a votare decretando la conferma della coalizione di centro-destra di Mikuláš Dzurinda.

Sono stati 2.916.840 gli elettori che si sono recati alle urne, su oltre 4 milioni e 400 mila aventi diritto. I voti validi sono stati 2.881.511, e poco più di 35 mila quelli non validi e le schede bianche. Il numero di elettori slovacchi che hanno usufruito del voto per posta dall’estero sono stati 48.925, pari all’1,67% del totale.

La più alta affluenza alle urne è stata registrata nella regione di Bratislava (73,05%), e la più bassa nella regione di Košice (58,65%), unica regione in Slovacchia a non raggiungere il 60%, secondo l’Ufficio di Statistica. Nel distretto di Senec, regione di Bratislava, si è vista la maggior partecipazione al voto a livello distrettuale (76,94%). All’opposto, a Trebišov (regione di Prešov) solo il 52,24% degli aventi diritto è andato alle urne. Significativo anche il 52,75% do Komárno, regione di Nitra e “capitale” della minoranza ungherese in Slovacchia. Minoranza che in questa tornata non avrà nessun rappresentante “ufficiale”.

L’elettore più anziano che si è recato a votare sabato è stata Gizela Dvončová, 103 anni, che ha raggiunto il seggio con la sua stampella alla bella età di 103 anni. Chissà per chi avrà votato.

Vittoria a sorpresa
A (stra)vincere contro tutte le previsioni a queste parlamentari è stato il partito Gente comune e Personalità indipendenti (OĽaNO) di Igor Matovič, che risulta primo a sorpresa con il 25,02% dei voti, davanti a uno Smer-SD in calo al 18,29%. Terzo Boris Kollár e il suo Sme Rodina (Siamo una famiglia) con l’8,24% e quarto, con una percentuale soprendentemente meno importante di quanto previsto, l’ultra destra del Partito popolare Nostra Slovacchia (ĽSNS) di Marian Kotleba, che ha preso il 7,97% dei voti. Risultato deludente per Libertà e Solidarietà (SaS)Za Ľudí (Per la gente), entrambi attesi con esiti migliori, rispettivamente al 6,22% e 5,77%.

Esclusioni inattese
Fuori clamorosamente dal Parlamento per non avere superato la quota di sbarramento la coalizione PS-Spolu, da tutti attesa al battesimo del fuoco. Solo il 6,96% per i due partiti Progresívne Slovensko e Spolu–občianska demokracia, che non arrivano al 7% necessario alle coalizioni per ottenere seggi. Ironia: alla coalizione sono mancati davvero una manciata di voti, appena 926, roba da rodersi le unghie per almeno i prossimi quattro anni. Una battuta d’arresto strana e devastante per questo soggetto politico che lo scorso anno aveva dato al paese la presidente Zuzana Čaputová e al voto europeo di maggio 2019 era schizzato al primo posto con il 20% di preferenze. Parimenti, sono fuori i cristiano democratici (KDH), che si pensava avrebbero senza problema ottenuto seggi ma si sono invece fermati al 4,65%.

Dalle stelle alle stalle
E male è andata al Partito nazionale slovacco (SNS) e a Most-Híd, i due “soci” minori dei socialdemocratici nella scorsa legislatura, che pagano la loro alleanza e ottengono rispettivamente dei risicati 3,16% e 2,05%.

Nessuna chance
Niente da fare nemmeno per altri due soggetti politici nuovi che avevano fatto parlare di sé in questa campagna elettorale: Dobrá voľba dell’ex ministro Drucker, inchiodato al 3,06%, e Vlasť di Štefan Harabin che arriva appena al 2,93% e accusa con veemenza i media, come è tipico del personaggio, per averlo danneggiato durante la campagna. Con questa percentuale Harabin non arriva nemmeno a prendere i contributi pubblici per i partiti che superano il 3% di voti.

I seggi nel nuovo Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca
Dal punto di vista parlamentare, una volta riassegnati i seggi in base alle sole liste che hanno superato le soglie di sbarramento, e dunque escludento la coalizione PS-Spolu e tutti i partiti sotto il 5%, per un totale di circa il 28% dei voti espressi e circa 816 mila elettori, i seggi vengono assegnati come indicato nel grafico qui sotto.

Tolti i socialdemocratici e la destra estrema, gli altri quattro partiti – OĽaNO, Sme Rodina, SaS e Za Ľudí – hanno tutti i numeri (95 in un Parlamento di 150 seggi) per creare una maggioranza e dare vita a un governo. E anche per fare riforme costituzionali, come sarebbe volontà del nuovo presunto primo ministro Igor Matovič, potendo contare su più dei 90 parlamentari necessari – i due terzi del Parlamento.


Le liste più votate per ogni distretto 

Guardando la mappa della Slovacchia, OĽaNO (in colore viola) ha ottenuto il maggior numero di voti in una grande quantità di distretti (le province slovacche), ben cinquanta. Ai socialdemocratici (Smer-SD), che in passato riempivano quasi completamente la mappa di rosso, rimangono venticinque distretti (su 79, quindi quasi un terzo), suddivisi in zone più o meno omogenee nel nord-ovest, al centro e all’est, spesso distretti poveri e con una alta disoccupazione. Tra gi essi anche la regione carbonifera dell’Alto Nitra, dove arriveranno miliardi di euro per la trasformazione dell’industria dopo lo stop all’estrazione del carbone fissato per il 2023. Un solo distretto per la coalizione PS-Spolu, quello di Bratislava-Staré Mesto (il centro storico), mentre il resto della capitale ha votato convintamente per OĽaNO. Tre distretti nel sud del paese, infine, per la lista Maďarská komunitná spolupatričnosť (MKS) il cui maggiore componente è il Partito della comunità ungherese (SMK). La lista più votata dagli slovacchi all’estero è stata quella di PS-Spolu.

OĽaNO ha ottenuto il suo miglir punteggio nel distretto di Skalica nell’estremo occidente del paese, con il 38,69% dei voti. Smer ha avuto i numeri più alti nel remoto distretto nord-orientale di Medzilaborce, patria della famiglia di Andy Wathol, con il 34,22%. Sme Rodina ha ottenuto il suo risultato migliore nel distretto centrale di Žiar nad Hronom, l’11,87%, l’estrema destra di Marian Kotleba (ĽSNS) nel distretto di Krupina, nella Slovacchia centrale  percento, il 17,03%. Infine, il distretto di Bratislava-Staré Mesto ha decretato non solo la vittoria per la coalizione liberale Progresívne Slovensko-Spolu (23,61%), ma anche le percentuali migliori sia per Libertà e Solidarietà (SaS,15,03%) che per Za Ľudí dell’ex presidente Kiska (12,67%).

I risultati peggiori per i suddetti partiti sono stati registrati a: Medzilaborce per OĽaNO (15,26%), Dunajská Streda per Smer-SD (3,92%) e ĽSNS (1,41%), Bratislava-Staré Mesto per Sme Rodina (3,43%), Sobrance per SaS (2,28%), e Cadca per Za Ľudí (2,43%).

(La Redazione)

Foto FB/Žiar nad Hronom 

Questi i voti nel sunto nazionale di tutti i 18 partiti che correvano alle elezioni:

OĽaNO | 25,02 %
SMER – SD | 18,29 %
SME RODINA | 8,24 %
ĽSNS | 7,97 %
Koalícia PS a SPOLU | 6,96 %
SaS | 6,22 %
ZA ĽUDÍ | 5,77 %
KDH | 4,65 %
MKÖ – MKS | 3,90 %
SNS | 3,16 %
DOBRÁ VOĽBA | 3,06 %
VLASŤ | 2,93 %
MOST – HÍD | 2,05 %
Socialisti.sk | 0,55 %
MÁME TOHO DOSŤ! | 0,32 %
SĽS | 0,28 %
DS | 0,14 %
SOLIDARITA | 0,11 %
STANK | 0,07 %
SHO | 0,06 %
HLAS ĽUDU | 0,06

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