Cento anni fa riconosciuto in Cecoslovacchia il diritto delle donne al voto

Mentre da questa mattina alle 7:00 e fino alla 22:00 sono aperte le urne in tutta la Slovacchia per un voto che ha le potenzialità di provocare un certo cambiamento sulla scena politica slovacca dei prossimi quattro anni, ricordiamo che proprio oggi cadono i cento anni dalla prima volta che le donne in Slovacchia – o meglio in Cecoslovacchia – hanno potuto partecipare a una elezione ed esprimere il proprio voto.

Fu grazie alla nuova Costituzione della Repubblica Cecoslovacca nuova di zecca (1920) che fissò i principi democratici della Cecoslovacchia e garantiva, tra le altre cose, il suffragio universale, vale a dire il diritto di voto a tutte le donne e a tutti gli uomini. Una decisione piuttosto innovativa in quegli anni, mutuata dall’esperienza di alcuni Stati nel mondo che anticiparono i tempi, dando soddisfazione alla voglia di partecipazione piena delle donne alla vita sociale e politica. Le proteste del movimento delle Suffragette (dal termine suffragio) portarono al riconoscimento del voto femminile prima in Nuova Zelanda (1893), poi in Finlandia (1906) e Norvegia (1907). La decisione cecoslovacca seguì quella degli Stati Uniti, che pure concessero il voto alle donne nel 1920. In Italia la prima volta delle donne fu alle elezioni amministrative del 1946.

Ma ancora prima del diritto di andare a votare, una donna slovacca fu eletta al primo Parlamento della Cecoslovacchia. Si tratta di Irena Káňová, slovacca nata il 5 aprile 1893 a Banská Štiavnica, eletta all’Assemblea nazionale rivoluzionaria del neonato Stato per il periodo 1919-1920 con il Partito socialdemocratico cecoslovacco cui aderì nel 1917. Non solo prima donna politica in Cecoslovacchia, ma anche membro più giovane del Parlamento (aveva 26 anni), Irena Káňová lavorava come operaia in una fabbrica di tabacco. In seguito entrò nel Partito comunista della Cecoslovacchia (1921) appena fondato. Fu coinvolta nel movimento comunista femminile e organizzò scioperi. Durante la seconda guerra mondiale fu attiva nella resistenza. Dopo la guerra, ha lavorato nell’Unione slovacca delle donne e nel Partito comunista.

Un secolo fa le donne in politica in Cecoslovacchia si occupavano principalmente di pianificazione famigliare, divieto di allattamento al seno retribuito, visto che le madri povere vendevano il loro latte ai ricchi e non potevano allattavare i propri figli, educazione per i bambini ciechi e non udenti, costruzione di alloggi per donne single, soluzioni per gli alti tassi di mortalità infantile o le difficili condizioni per i bambini illegittimi.

(La Redazione)

Foto FB

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