Sessione conclusiva del Parlamento, ok a 13a pensione, no alle altre proposte

L’ultima sessione parlamentare straordinaria prima delle elezioni si è conclusa oggi, in rispetto della moratoria elettorale che inizierà a mezzanotte. Tuttavia, malgrado la convocazione urgente con un percorso legislativo accelerato, i promotori non sono riusciti a raggiungere tutti i loro obiettivi. Dopo una azione di disturbo che ha fatto rimandare l’avvio della riunione alcune volte, l’assemblea ha mancato diverse volte di raggiungere il quorum per votare le proposte del governo.

L’unico disegno di legge che è stato approvato è quello che introduce una tredicesima mensilità per tutti i pensionati. La proposta di raddoppiare gli assegni familiari non è stata votata in quanto in aula non si è raggiunto il quorum per due volte. Mentre la terza delle proposte, l’eliminazione dei pedaggi per le autostrade per gli automezzi fino a 35 quintali, è stata ritirata dal governo nella mattinata dopo avere constatato l’impossibilità di avere un numero sufficiente di parlamentari per arrivare al quorum necessario per mettere ai voti la proposta. All’ultimo tentativo erano 74 su 150 i deputati presenti, due in meno della maggioranza semplice richiesta.

Nella giornata di ieri, 25 febbraio, la camera unica ha respinto per l’ennesima volta la Convenzione di Istanbul e approvato la tredicesima pensione. Il Parlamento ha notificato la sua contrarietà alla convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, cui la Slovacchia aveva aderito nel 2011 senza tuttavia mai ratificare il documento. L’anno scorso il Parlamento in due occasioni (a marzo e novembre) ha emesso risoluzioni in disaccordo con i vincoli per la Slovacchia derivanti dalla convenzione e ha invitato l’Unione europea a non aderire incondizionatamente al documento. Secondo la maggioranza dei parlamentari slovacchi, la convenzione è potenzialmente in conflitto con la definizione della Costituzione slovacca di matrimonio come unione di un uomo e una donna, e non è chiara in merito a un appello alla convenzione per combattere gli stereotipi di genere. Dopo il voto il gruppo parlamentare del Partito nazionale slovacco (SNS) ha invitato la presidente Zuzana Čaputová a «prendere provvedimenti immediati annunciando al Consiglio dell’UE che la convenzione non entrerà in vigore in Slovacchia». Čaputová aveva affermato che «il Parlamento avrebbe dovuto [esprimere] il proprio accordo o disaccordo con questa convenzione», un fatto che non è accaduto, ha sottolineato.

Čaputová ha anche dichiarato che «L’opinione della Corte costituzionale potrebbe essere un contributo qualificato e fattuale alla discussione sul tema delicato della Convenzione di Istanbul. Su questioni come questa possiamo solo andare avanti in discussioni sostanziali e di rispetto alla carta costituzionale che stabilisce che la ratifica la decide il Parlamento».

Con 88 voti a favore, su 88 deputati presenti, è passata poi la proposta del partito Smer-SD per introdurre la tredicesima per i pensionati. Presenti in aula solo i parlamentari di Smer-SD, Partito nazionale slovacco (SNS), Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS) e Sme Rodina, che su questo punto si è discostato dal blocco dell’opposizione. La tredicesima andrà a sostituire l’attuale “gratifica” natalizia introdotta dal primo governo Fico, e sarà diretta a tutti i pensionati, che dovrebbero ricevere un importo pari alla media delle loro attuali pensioni individuali. Si calcola che dovrebbe trattarsi di una media di 460,40 euro per una platea di circa 1,4 milioni di pensionati. Il costo a carico della previdenza sociale è di 442 milioni di euro solo per quest’anno.

(La Redazione)

Foto NRSR

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