UE, i negoziati per la Brexit partono il 2 marzo

Il Consiglio europeo ha deciso ieri di autorizzare l’avvio dei negoziati sul futuro partenariato con il Regno Unito. Le direttive di negoziato emanate, che si basano sul progetto di raccomandazione presentato dalla Commissione il 3 febbraio scorso, sono perfettamente in linea con gli orientamenti e conclusioni emanati dal Consiglio europeo e con la dichiarazione politica concordata tra l’UE e il Regno Unito a ottobre 2019.

Le direttive di negoziato globali adottate delimitano l’ambito e fissano i termini del futuro partenariato che l’Unione europea prospetta con il Regno Unito. Toccano tutti i settori di interesse negoziale: cooperazione commerciale ed economica, cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale, politica estera, sicurezza e difesa, partecipazione ai programmi dell’Unione e altri ambiti di cooperazione tematica. Uno specifico capitolo delinea un assetto di governance generale per tutti i settori della cooperazione economica e in materia di sicurezza.

Come già per la negoziazione dell’accordo di recesso, nella sua veste di negoziatrice dell’Unione la Commissione intende portare avanti i lavori in stretto coordinamento con il Consiglio e i relativi organi preparatori così come con il Parlamento europeo.

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020. Per l’Ue caponegoziatore sarà ancora Michel Barnier.

Le direttive di negoziato. La scheda del Consiglio

L’UE desidera instaurare con il Regno Unito un partenariato economico ambizioso, di ampia portata ed equilibrato. In base al mandato, il futuro partenariato dovrà poggiare su solidi impegni che garantiscano condizioni di parità per una concorrenza libera e leale, in considerazione della prossimità geografica e dell’interdipendenza economica tra l’Unione e il Regno Unito.

L’UE intende istituire con il Regno Unito un accordo di libero scambio in cui sia garantita l’assenza di tariffe e contingenti applicabili agli scambi di merci. L’accordo dovrà prevedere la cooperazione in materia doganale e normativa. Dovrà comprendere anche modalità efficaci di gestione e sorveglianza, di risoluzione delle controversie e di esecuzione.

Nel settore della pesca, il mandato indica che il futuro partenariato dovrebbe mantenere il vigente accesso reciproco alle acque, come pure quote stabili di contingente. L’accordo sulla pesca dovrebbe essere fissato entro il 1 luglio 2020 in modo da lasciare il tempo di determinare le possibilità di pesca dopo la fine del periodo di transizione.

Il mandato contiene anche disposizioni per la futura cooperazione in settori quali il commercio digitale, la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, la mobilità, i trasporti e l’energia.

L’UE cercherà di istituire con il Regno Unito un partenariato globale per la sicurezza. Il partenariato dovrà comprendere la cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale, la politica estera, la sicurezza e la difesa. Il mandato prevede che il futuro partenariato dovrà integrarsi in un assetto di governance generale riguardante tutti i settori della cooperazione.

(aise)

Foto elionas2/CC0

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