Kiska, altri video lo incastrerebbero per frode fondiaria

Un secondo video pubblicato anonimamente sul web nei giorni scorsi mostra che l’ex presidente Kiska sapeva che aveva comprato un lotto di terra trascritto fraudolentemente. Stiamo parlando della controversia che vede il politico citato a giudizio da un dentista di Poprad, cui il tribunale una riconosciuto nel 2018 il diritto di proprietà su terreni della sua famiglia che erano stati venduti a sua insaputa nel 1999. Il giudice ha tuttavia stabilito che l’acquirente era in buona fede.

Il primo video mostrava una conversazione in cui Michal Šuliga, che ha venduto i terreni ed è stato testimone nel caso giudiziario, diceva a un ex capo della criminalità locale che l’allora presidente sapeva che stava acquistando una proprietà acquisita illegalmente.

La seconda registrazione, fatta avere ai media mercoledì, vede lo stesso Kiska che discute con Šuliga del caso in questione, oltre che di scenari postelettorali. Sembrerebbe che egli fosse consapevole di avere comprato una proprietà oggetto di frode.

Kiska, che ha presentato denuncia contro ignoti per diffamazione per il primo video, all’uscita del secondo ha detto di essere pronto a spiegare tutto se dovesse essere convocato dalla polizia, dicendo che sa che dietro a questa macchina del fango c’è “un certo parlamentare di Smer-SD”, riferendosi senza dirlo all’ex premier e leader di Smer Robert Fico, suo nemico giurato da quando è stato eletto capo dello Stato. Ha tuttavia fatto notare che il video è stato tagliato e sono state estratte alcune parti per metterlo in cattiva luce.

Detto, fatto. L’Agenzia nazionale anticrimine NAKA lo ha chiamato a testimoniare sulla faccenda, pare su iniziativa dello stesso Kiska, intendendo integrare la denuncia già presentata e portando presumibilmente delle prove contro il tale deputato di Smer-SD.

Gli altri partiti di opposizione che hanno interesse a una cooperazione post-elettorale con il suo partito Za ľudí non hanno preso inizialmente posizioni nette sulla questione, riservandosi di approfondire la conoscenza con i fatti che coinvolgono Kiska, ma in generale si sono detti propensi a credere all’ex presidente.

Almeno fino a domenica sera, quando è uscito un terzo video in cui l’ex capo dello Stato appare a conoscenza delle trame della frode fondiaria, ammette di essere coinvolto nei fatti e dice di essere preoccupato per la sua reputazione politica. A questo punto probabilmente i partiti di opposizione cominciano ad avere più di qualche dubbio. Ier pomeriggio Richard Sulík, leader di Libertù e Solidarietà (SaS) ha detto di asettarsi «una spiegazione adeguata», anche in una riunione privata. Sulík rimane comunque convinto che i video siano stati manipolati dal partito Smer-SD. E anche il capo di OĽaNO Igor Matovič ha ammesso di avere dubbi sull’ex presidente come potenziale partner della coalizione, e che potrebbe essere “un grosso problema”. Matovič, che negli ultimi sondaggi risultava al secondo posto dietro allo Smer, ha detto di volere incontrare Kiska per discuterne, invitando chi ha pubblicato i video a mettere a disposizione anche la versione non tagliata. Anche Alojz Hlina dei cristiano-democratici (KDH) ritiene doverosa una spiegazione esauriente

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(La Redazione)

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