La sessione straordinaria del Parlamento riprende dopo due giorni di interruzioni

Continua l’opera di ostruzione da parte dell’opposizione in Parlamento. Anche ieri la sessione straordinaria in aula per approvare le ultime misure sociali varate dal governo non è potuta svolgersi, e il presidente del Parlamento slovacco Andrej Danko è stato costretto a interromperla per rimandarla di nuovo, come già fatto martedì, a questa mattina. Diversi deputati del gruppo indipendente capeggiati da Miroslav Beblavý (PS-Spolu) hanno impedito a chiunque l’accesso al banco degli oratori, non consentendo di proseguire la seduta.

Difendendo la protesta, Beblavý ha dichiarato che la situazione che si è venuta a creare in Parlamento non è stata provocata dall’opposizione ma dalla coalizione di governo, e che la seduta a pochi giorni dal voto non è stata convocata in modo lecito e nel rispetto dei regolamenti, oltre che dell’etica politica. Il Parlamento dovrebbe rivolgersi alla Corte costituzionale per chiederne una interpretazione autorevole e chiarire se i parlamentari possano discutere le leggi presentate, dice Beblavý, che inoltre afferma, al contrario di quando rivendicato dal leader di Smer-SD Robert Fico, che i soldi per finanziare le misure proposte non ci sono. Sulla richiesta di rivolgersi alla Corte costituzionale per sapere se la sessione parlamentare è costituzionale, Danko ha risposto che può farlo solo dopo che una legge viene approvata. E ha definito il comportamento dei parlamentari indipendenti “incredibilmente vergognoso”.

La seduta è ripresa in mattinata con l’intervento del primo ministro Peter Pellegrini, che ha parlato da uno dei due piccoli podi laterali portati in aula allo scopo dopo che gli è stato impedito l’accesso al banco principale. Egli ha fatto appello ai parlamentari che stanno bloccando le procedure parlamentari a porre fine alla loro protesta. Solo dopo il discorso di Pellegrini i parlamentari in protesta hanno lasciato libero il podio principale. Pellegrini ha criticato l’iniziativa con la quale dei cittadini eletti hanno «offeso uno dei simboli della Slovacchia che formano lo Stato», l’istituzione parlamentare. Si tratta di un atto senza precedenti che non ha eguali nella storia slovacca. 

All’ordine del giorno di questa sessione straordinaria ci sono tre progetti di legge presentati in una procedura legislativa accelerata relativamente al raddoppio degli assegni familiari, all’introduzione delle pensioni con una tredicesima mensilità e all’abolizione del pedaggio autostradale per automezzi fino a 35 quintali per le persone fisiche e giuridiche.

Inoltre, la seduta dovrebbe discutere della ratifica della Convenzione di Istanbul. Il governo ha proposto di adeguare la formulazione della risoluzione presentata al Parlamento per respingere la Convenzione in modo da raccomandare ai parlamentari di approvare la risoluzione. Secondo diversi avvocati costituzionali il consiglio dei ministri può solo suggerire al Parlamento l’approvazione di un provvedimento, e non il suo rifiuto. In realtà il governo si aspetta che l’assemblea respingerà la risoluzione, respingendo così anche la ratifica della Convenzione di Istanbul.

A sostenere i provvedimenti approvati dal governo ci saranno i parlamentari dei socialdemocratici di Smer-SD e del Partito nazionale slovacco (SNS), ma non i deputati del terzo partito della coalizione, Most-Hid. I suoi voti dovrebbero essere sostituiti con quelli che si presume arriveranno dal partito di estrema destra ĽSNS, il che lascia molti profetizzare la nascita dopo le elezioni di una coalizione social-nazional-neonazista.

(Red)

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