Čaputová alla Conferenza di Monaco: “c’è bisogno di leader forti che proteggano la democrazia”

Per la prima volta un presidente slovacco ha tenuto un discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco (Munich Security Conference), uno degli eventi più rilevanti a livello globale nel campo della politica estera e di sicurezza cui partecipano ogni anno numerosi capi di Stato e di governo, esperti internazionali e rappresentanti dei media mondiali.

Zuzana Čaputová ha fatto il suo intervento alla 56a edizione di questo evento domenica, parlando in particolare della difesa dei nostri comuni valori europei e della democrazia. «Siamo uniti nel riconoscere l’importanza dell‘intangibilità dei valori dello stato di diritto e delle sue istituzioni. Solo così avremo un’Europa forte che protegge», ha detto la presidente, mettendo in rilievo la responsabilità dei leader nella protezione dello stato di diritto. «La democrazia riguarda principalmente lo spirito di libertà, giustizia, tolleranza e solidarietà, che hanno come muro di difesa lo stato di diritto», noi «abbiamo bisogno di leader politici responsabili che difendano e affermino lo stato di diritto per farlo continuare a funzionare.

Per Čaputová la responsabilità dei leader politici ha tre livelli. Il primo è la questione della definizione formale delle regole, ad esempio contribuendo a un processo legislativo positivo. Il secondo è personale, o piuttosto morale, e consiste nell’autolimitazione del potere dei leader come parte essenziale per la protezione e il funzionamento corretto della democrazia. Il terzo livello di responsabilità politica dei leader è sociale, e dovrebbe agire per la prevenzione del populismo e dell’estremismo. Siamo tutti di fronte a una crescita del populismo, dell’estremismo o della retorica irresponsabile che «divide la nostra società e lentamente relativizza, mette in discussione o attacca direttamente valori e regole», ha affermato la presidente slovacca.

Ha inoltre messo in rilievo lo sviluppo non solo della Slovacchia ma dell’intera regione centroeuropea in cui, ha detto, «se guardiamo solo ai numeri, oggi i cittadini stanno meglio che mai. Le economie dell’Europa centrale stanno crescendo, la disoccupazione sta diminuendo. Nonostante ciò, rimangono aperte domande fondamentali sulla direzione che sta prendendo l’Europa centrale. Sento sempre più spesso la domanda sul perché alcuni Stati della regione, mentre migliorano gli standard di vita, vivono un declino di quelli democratici. Perché se possiamo proteggere la nostra economia allora possiamo anche proteggere i nostri valori con lo stesso vigore».

(Red)

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