Kiska denuncia ignoti per diffamazione e calunnia

L’ex presidente della Repubblica Andrej Kiska ha presentato una denuncia per diffamazione e calunnia in relazione a un video inviato giovedì in forma anonima a diversi media slovacchi. Nel video si vedono due uomini che discutono di una disputa su una proprietà terriera di Kiska che divenne un caso mediatico nel 2018. Kiska, che allora era ancora capo dello Stato, perdette una causa contro una persona che rivendicava la proprietà di un terreno nel comune di Veľký Slavkov, a nord di Poprad (regione di Presov), comprato da Kiska. Uno degli uomini nel video, Michal Šuliga, che è stato testimone nel caso giudiziario e che è proprietario della società che ha venduto il terreno a Kiska, afferma che l’allora presidente sapeva che stava acquistando una proprietà acquisita illegalmente. «Aveva dei fondi neri che voleva ripulire e doveva investire in qualcosa», dice Šuliga nel video all’altro uomo che secondo i media ha legami con la criminalità organizzata di Poprad.

Il caso risale al 2016 quando un dentista di Poprad, Jan Franc, scrisse a Kiska che la terra apparteneva alla sua famiglia ma ora al catasto appariva intestata a Kiska. La cosa finì in tribunale e nell’ottobre 2018 Kiska ha perso la causa. Egli disse di non sapere che la terra di Veľký Slavkov apparteneva a qualcun altro.

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Kiska, che corre alle elezioni parlamentari del 29 febbraio con il suo partito Za ľudí, ha pubblicato un social network si tratta di «un video primitivo con due attori molto scadenti e inaffidabili che sono indagati dalla polizia per vari tipi di frodi. È ovvio che la loro conversazione segue uno scenario premeditato ed è quasi tragicomico». Kiska ha affermato di avere comprato il lotto di terra dalla società di Šuliga rispondendo a un annuncio su un giornale. L’ex capo dello Stato è convinto che l’idea di quella che definisce una “macchinazione” viene senz’altro dal leader del partito Smer-SD Robert Fico, che già l’anno scorso gli aveva promesso, “vendetta e attacchi” se non lo avesse nominato alla carica di presidente della Corte costituzionale. Secondo la sentenza, Kiska avrebbe comprato il terreno in buona fede e non poteva sapere che era stata acquisita illegalmente.

Del video si sta occupando anche l’Agenzia nazionale anticrimine NAKA per verificarne la veridicità.

(Red)

Foto EU2016 SK CC0

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