Made in Italy, imprese e professionisti chiedono un ministero ad hoc

«Il made in Italy si trova in una congiuntura molto difficile, legata ad alcune questioni internazionali come i dazi, la contraffazione, il Nutri-Score piuttosto che il Coronavirus. Per tutte queste ragioni serve una difesa non a chiacchiere ma nei fatti del made in Italy e del saper fare italiano che rappresentano non solo un pezzo della nostra produzione ma anche della nostra identità. L’istituzione del ministero del made in Italy non significa una poltrona in più, ma portare avanti all’interno del numero dei ministeri fissati per legge una logica di sistema, un approccio integrato ai temi del made in Italy: ciò vuol dire da un lato difesa ma dall’altro anche produzione e valorizzazione delle nostre eccellenze in un’alleanza tra produttori e consumatori».

Con queste parole la presidente dei deputati di Forza Italia Mariastella Gelmini, tra i primi firmatari, parla di una proposta di legge per l’istituzione di un ministero del made in Italy presentata dalla Confederazione Aepi (Associazione europea dei professionisti e delle imprese) e illustrata l’11 febbraio alla Camera. La proposta di legge di iniziativa popolare vede tra i primi firmatari anche Luca Lotti (Pd), Gian Marco Centinaio (Lega), Cosimo Ferri (Italia Viva), Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) e Alessandro Colucci (Misto – Nci-Usei).

«Un’idea bipartisan e trasversale – sottolinea il presidente Aepi, Mino Dinoi – che guarda alla necessità di un referente unico per le nostre aziende. Una regia unica affidata a una figura istituzionale che possa definire una strategia mirata».

La proposta mira a modificare il decreto legislativo del 1999, «riorganizzando funzioni e competenze oggi purtroppo frammentate all’interno dei vari ministeri, dallo Sviluppo economico agli Affari esteri o l’Agricoltura». Aepi è pronta a un lancio a livello internazionale, inaugurando il 17 febbraio una sede a Bruxelles e organizzando il giorno successivo una tavola rotonda sul made in Italy al Parlamento europeo alla presenza del vicepresidente Fabio Massimo Castaldo. Il 5 marzo è infine prevista a Roma la prima conferenza programmatica della Confederazione.

«La commissione attività produttive affronti presto questo tema – sottolinea Colucci, componente della Commissione – il sostegno trasversale è un fatto molto positivo. All’estero bisogna indossare la maglia dell’Italia e non quella dei partiti politici».

Della Attività produttive è parte anche Benedetta Fiorini, deputata di Forza Italia che ha firmato la proposta Aepi e che nel 2018 ne aveva presentata una con analogo obiettivo: «Oggi più che mai serve essere competitivi, serve essere veloci: dobbiamo dare delle risposte concrete. Abbiamo aderito alla proposta di istituire un ministero del made in Italy perché crediamo che serva un’unica cabina di regia, un contenitore nel quale poter veicolare quelle che sono le necessità dell’economia principale, quella delle piccole e medie aziende che crescono e hanno voglia di crescere ma che naturalmente hanno tante difficoltà».

(NoveColonneATG)

Illustr.BS

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