Governo, luce verde a 13a pensione e assegni familiari doppi

Il consiglio dei ministri ha approvato ieri un progetto di legge sul raddoppio degli assegni famigliari e un adeguamento della legge che garantirà la tredicesima pensione per tutte le categorie di lavoratori dipendenti a partire da dicembre 2020. Il governo ha anche chiesto di presentare gli emendamenti al Parlamento con procedura accelerata in una sessione parlamentare straordinaria.

Le indennità per i figli passano da 25 a 50 euro al mese, una misura che riguarda oltre un milione di bambini e che dal prossimo anno graverà sul bilancio dello Stato per quasi 300 milioni di euro. I beneficiari di pensioni da dicembre di quest’anno dovrebbero avere diritto alla tredicesima mensilità pensionistica, per una media di 460,40 euro, valore che scende a 433,20 euro per chi è andato in pensione in anticipo. Il provvedimento andrà a toccare una platea di circa 1,4 milioni di pensionati, per un costo di 442 milioni di euro solo quest’anno.

Il primo ministro Peter Pellegrini, che aveva annunciato queste due iniziative il giorno prima come proposte del partito Smer-SD, si è accordato con il capo del Parlamento Andrej Danko per la convocazione di una seduta straordinaria del Parlamento, che si terrà probabilmente il 17 o 18 febbraio. A richiederla saranno parlamentari di entrambi i partiti Smer-SD e SNS, che devono raccogliere almeno trenta firme a sostegno della mozione.

Pellegrini ha spiegato la decisione improvvisa dicendo che il suo partito intendeva prevenire un eventuale scenario di vittoria delle opposizioni alle elezioni il 29 febbraio. La nota incapacità dei partiti all’opposizione di “concordare qualsiasi cosa” bloccherà per diverso tempo le misure sociali per gli anziani e le giovani famiglie, ha detto Pellegrini, che ha parlato dell’iniziativa agli altri partiti della coalizione di governo.

Mentre il partito Most-Hid ha dichiarato che non sosterrà la convocazione di una sessione parlamentare speciale, ritenendola una mossa inusuale e scorretta a pochi giorni dal voto, oltre che una misura per la quale non ci sono i forni, il Partito nazionale slovacco (SNS) ha accettato l’accordo, a patto che la sessione si occupi anche della Convenzione di Istanbul e di un provvedimento targato SNS sulla cancellazione delle vignette autostradali per i veicoli di peso inferiore ai 35 quintali. Il leader SNS Danko ha stretto un accordo politico con il leader di Smer Robert Fico e con Pellegrini sulla procedura relativa alla Convenzione di Istanbul, di cui intende in tutti i modi impedire la ratifica in Slovacchia. Un incontro con la presidente della Repubblica Čaputová non ha avuto gli effetti chiarificatori che si aspettava Danko, che ora intende mettere una pietra tombale sulla questione con una votazione in aula. Secondo Danko la Convenzione di Istanbul è contraria alla Costituzione slovacca e non dovrebbe far parte del sistema giuridico slovacco. E la sessione straordinaria del Parlamento è l’unico modo per fermarla in maniera definitiva, prima che una eventuale nuova maggioranza di opposizione decida di ratificarla dopo il voto del 29 febbraio.

Al binomio Smer-SD e SNS si aggiungono i parlamentari della formazione di estrema destra LSNS, che sosterrà la convocazione della seduta parlamentare speciale come già sono a favore di “tutte le attività che contrastano la pericolosa propaganda LGBT”.

La revoca dell’obbligo di pagare il pedaggio autostradale (dal 1° gennaio 2021) è spiegato con la necessità di aumentare il reddito disponibile di ampi gruppi di popolazione, e il fatto che l’uso la rete autostradale è ancora incompiuta. La misura costerà circa 70 milioni di euro di minori entrate.

(Red)

Foto FB/MFSR

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