Le banche contro la tassa speciale, fanno ricorso a Procura generale e UE

L’Associazione bancaria slovacca (SBA) ha presentato un ricorso alla Procura generale e alla Commissione europea in relazione all’aumento del prelievo sulle banche bancario. Le banche, che si sono opposte fin dall’inizio a questo balzello, hanno fatto notare che la tassa porta diverse complicazioni. SBA informa che si è rivolta al Procuratore generale come figura in grado di rivolgersi alla Corte costituzionale per fermare la legge. SBA inoltre nota che anche la Commissione UE ha ipotizzato possibili violazioni del diritto europeo.

Il provvedimento di una imposta speciale nato nel 2011 avrebbe dovuto concludersi il prossimo anno. E invece, con un emendamento proposto dal ministro delle Finanze per ridurre il disavanzo del bilancio statale, la tassa è stata prorogata e l’aliquota raddoppiata dallo 0,2 allo 0,4% del valore delle passività degli istituti bancari, al netto del capitale proprio. Una mossa che «incide significativamente sul diritto costituzionalmente garantito di esercitare i diritti di proprietà, di fare affari liberamente e del principio di uguaglianza davanti alla legge», dicono i bancari.

Quest’anno le banche dovrebbero pagare 144 milioni di euro allo Stato, in rate trimestrali. La prima è stata già versata. Il governatore della Banca centrale slovacca (NBS) ed ex ministro delle Finanze Peter Kažimír ha affermato che il prelievo speciale dovrebbe essere mantenuto soltanto per quest’anno.

Secondo SBA il prelievo speciale mette a rischio la stabilità finanziaria del settore bancario e dell’intera economia slovacca. L’equilibrio degli istituti bancari è già statao messo in pericolo negli ultimi anni da una crescita esorbitante del costo di varie commissioni e tasse bancarie, passando dal 20% dell’utile netto nel 2015 all’attuale 50%. 

(Red)

Foto ell-r-brown cc by

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