La strategia della Russia nel Donbass ucraino forse sta cambiando

I recenti eventi di politica interna in Russia potrebbero essere il preludio di un cambiamento di strategia anche nel Donbass. Dal rimpasto governativo fino alle dimissioni di Vladimir Surkov: cosa sta succedendo?

Durante il suo discorso alla nazione il 15 gennaio, Vladimir Putin ha annunciato la sua intenzione revisionare profondamente la Costituzione russa. Le principali modifiche che il Presidente ha annunciato prevedono il rafforzamento dei poteri della Duma – il parlamento della Federazione – così come quello del Consiglio di Sicurezza, un organismo fino ad ora consultivo e senza particolari poteri, ma che potrebbe divenire preminente in seguito alla revisione costituzionale e che, nelle intenzioni, sarà guidato dallo stesso Putin quando terminerà il suo mandato presidenziale nel 2024.

Tale schema di transizione del potere ricorda quanto avvenuto in Kazakhstan. Nel Paese centrasiatico, infatti, l’ormai ex presidente del Paese, Nursultan Nazarbayev, poco prima di lasciare l’incarico ricoperto sin dal 1990, aveva apportato delle modifiche alla Costituzione, le quali, proprio come quelle proposte da Putin, rafforzavano i poteri del legislativo e del Consiglio di Sicurezza, di cui Nazarbayev diveniva presidente a vita.

Immediatamente dopo l’annuncio di Vladimir Putin di porre in essere un piano di riforma della Costituzione, sono giunte le dimissioni in blocco del governo guidato da Dimitri Medvedev, un gesto, comunque, non determinato da dissidi interni, ma che al contrario, improntato a facilitare il processo di riforma messo in moto da Putin con il suo discorso.

Tali cambiamenti non sembravano aver avuto alcun impatto, comunque, sulla politica estera russa. Anche con il nuovo governo guidato da Michail Mishutin, infatti, le due figure chiave della politica estera di Mosca, Sergey Lavrov e Sergey Shoigu, rimangono saldamente nelle loro posizioni di ministro degli esteri e della difesa.

Tuttavia, sebbene il rimpasto di governo ha avuto un significato fondamentale soprattutto per le dinamiche di politica interna, un altro cambio ai vertici potrebbe determinare un cambio di rotta nell’atteggiamento di Mosca in politica estera e, in particolare, nel suo rapporto con l’Ucraina.

Il 25 gennaio infatti ha rassegnato le proprie dimissioni da collaboratore presidenziale Vladimir Surkov, secondo quanto riportato da Aleksey Chesnakov, consigliere dello stesso Surkov, in un tweet. […continua]

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Regione Lugansk, Donbass, set 2016
OSCE/Evgeniy Maloletka cc by nc nd

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