Pellegrini: servono più medici, le facoltà universitarie avranno più soldi

Dopo un incontro con i presidi delle facoltà slovacche di medicina, il primo ministro Pellegrini ha dichiarato che il governo fornirà loro fondi aggiuntivi per circa 2,5 milioni di euro allo scopo di ampliare il numero di studenti. Le facoltà dovrebbero arruolare circa 250 studenti in più quest’anno, preferendo i candidati slovacchi. Le risorse messe a disposizione dovrebbero coprire i maggiori costi dovuti a un maggior numero di allievi ammessi e coprire i minori introiti derivanti dal minor numero di stranieri che frequentano le suddette facoltà, ha detto Pellegrini. Non sarà una una tantum, perché le università riceveranno ulteriori risorse anche nei prossimi anni.

Con questa misura il governo intende contribuire ad aumentare il numero di medici in Slovacchia nei prossimi anni. Il premier, da novembre ha in gestione ad interim anche il ministero della Salute, ha accolto con favore il fatto che le facoltà mediche hanno accettato l’invito ad aumentare il numero di studenti già nell’anno scolastico in corso, «oltre 185 studenti». Certo, molto resta ancora da fare per porre rimedio alla situazione attuale: in Slovacchia mancano già oggi quasi 2.700 medici, il 12% dell’organico ottimale.

«Non voglio che la Slovacchia sia un vivaio di dottori per le nazioni più ricche, mentre i nostri pazienti devono aspettare per avere le cure» che spettano loro, ha detto il primo ministro. «Il governo ha adottato una serie di misure legislative positive nel settore sanitario, ma ci sono anche molti problemi che dobbiamo affrontare attivamente. Uno dei più importanti è la mancanza di medici. In Slovacchia l’anno scorso mancavano 2.659 medici». «Le nostre facoltà di medicina sono di ottima qualità e garantiscono la competenza dei nostri medici». Già nel 2018 «ho chiesto alle facoltà di medicina di ammettere ulteriori 185 candidati al primo anno di studi, e fino a 250 studenti quest’anno. Lo Stato fornirà sussidi alle scuole, come negli anni precedenti».

Molti studenti di medicina che si laureano partono direttamente per un lavoro all’estero, ha poi sottolineato Pellegrini.  «Vogliamo che gli studenti di medicina lavorino in Slovacchia per almeno dieci anni dopo la laurea. Se partiranno prima, dovranno rimborsare lo Stato per i loro studi», circa 55.000 euro per anno scolastico. «Questa non è una forma di punizione o una sanzione. Il nostro interesse è che le persone, i giovani medici, il costo della cui istruzione è condiviso da tutti i loro concittadini, rimangano a lavorare principalmente nella loro terra d’origine».

Grazie all’aumento di fondi, ha detto Juraj Šteňo, preside della Facoltà di medicina dell’Università Comenius di Bratislava, il prossimo anno saranno accettati solo 130 studenti anziché 230 nei corsi in lingua inglese, e aumenterà di 100 il numero di studenti slovacchi in facoltà. Oggi circa il 30% sono studenti stranieri, che aiutano a tenere in attivo il bilancio, ha notato, ricordando che rinunciarvi senza avere in cambio fondi governativi non sarebbe stato possibile.

I rappresentanti delle facoltà di medicina hanno fatto appello alla necessità di migliorare l’insegnamento e la pratica dei futuri studenti di medicina, aggiornando le attrezzature tecnologiche e strumentali degli ospedali slovacchi. Il preside della Facoltà di medicina dell’Università Pavol Jozef Šafárik (UPJŠ) di Košice, Daniel Pell, crede che il problema non riguardi sono gli ospedali universitari, ma anche le strutture ospedaliere distrettuali in cui i futuri medici possono completare il loro sesto anno di studi. «Se si trovano in un ambiente piacevole e di qualità, aumenterà in modo significativo il loro interesse a rimanere [a lavorare] in Slovacchia», ha affermato.

(La Redazione)

Illustr. mohamed_hassan CC0

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