Coronavirus, casi sospetti all’ospedale di Martin e di slovacchi in Cina

Due cittadini slovacchi di 35 e 39 anni che sono rientrati da un viaggio d’affari di tre settimane in Cina sono ricoverati nell’ospedale di Martin, nel nord del paese, con un sospetto di contagio da coronavirus, come riporta TV Markíza. I due uomini, che si trovavano in una città a circa 1.500 chilometri da Wuhan, epicentro dell’epidemia, sono ritornati in Europa con un volo da Shanghai a Francoforte, dove hanno segnalato sintomi di una malattia respiratoria. Il personale medico dell’aeroporto non ha trovato evidenze di malattia acuta e ha raccomandato loro di sottoporsi a esami una volta a casa. Dalla Germania i due sono rientrati in auto in Slovacchia e sono andati all’ospedale Žilina. Qui sono stati isolati e trasportati al dipartimento specializzato per le malattie infettive nel nosocomio di Martin, dove sono in condizioni stabili e senza febbre. L’ospedale ha fatto ulteriori analisi e sta aspettando i risultati di laboratorio, che dovrebbero arrivare entro due giorni. La direzione sottolinea che non c’è ragione di panico perché c’è solo il sospetto che i due pazienti – che sono in isolamento – possano essere affetti dal coronavirus cinese. I campioni di materiale biologico sono stati inviati al Centro di riferimento nazionale a Bratislava, e da lì spediti all’Istituto Koch a Berlino, una istituzione nota per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive.

Nel frattempo, oggi si è saputo di altri due slovacchi con sintomi di coronavirus che si trovano in Cina e stanno aspettando di ritornare in patria. Il primo ministro Pellegrini ha dichiarato oggi che prenderanno un volo per l’Europa insieme ad altri cittadini europei, e saranno poi trasportati in Slovacchia con speciali autoambulanze presso l’ospedale universitario F.D. Roosevelt di Banská Bystrica per esami approfonditi. In caso di infezione saranno messi in quarantena.

Nei giorni scorsi una riunione dell’unità sanitariaha nazionale di crisi ha trattato il tema della diffusione del coronavirus in Slovacchia. Il ministro ad interim della Salute Peter Pellegrini ha annunciato l’attuazione di diverse misure per prevenire la diffuzione del morbo, con una serie di controlli negli aeroporti e ai due valichi di frontiera con l’Ucraina, tenendo sotto stretto monitoraggio la situazione negli ospedali. Al tempo, il virus 2019-nCoV non era ancora stato diagnosticato a nessun paziente nel paese. Pellegrini aveva inoltre annunciato lo stanziamento di una somma di 400 mila euro per l’acquisto di attrezzature speciali che avrebbero aiutato a migliorare i testi di laboratorio in vista di una potenziale epidemia e l’apertura un call center informativo per il coronavirus che risponde al numero 0918 659 580 o via email all’indirizzo novykoronavirus@uvzsr.sk.

L’OMS ha intanto dichiarato ieri 30 gennaio lo stato di emergenza sanitaria globale per il nuovo coronavirus 2019-nCoV. Il ministero della Salute slovacco oggi informa che insieme all’Ufficio di sanità pubblica stanno attentamente monitorando la situazione epidemiologica e sono in continuo contatto con i ministeri chiave e le autorità regionali di sanità pubblica, prendendo tutte le misure precauzionali per massimizzare la protezione delle persone.

In Slovacchia molti sono preoccupati che il coronavirus possa arrivare anche attraverso le spedizioni di pacchi dalla Cina. In Slovacchia sono infatti molti gli utenti che ordinano oggetti e dispositivi online sul sito di e-commerce cinese Aliexpress, (poprietà di Alibaba), consegnati poi a casa dalle Poste slovacche. L’Ufficio di sanità pubblica informa che non c’è alcuna ragione di allarme, in quanto il virus non può sopravvivere a lungo su oggetti come pacchi e buste, come avverte anche l’OMS.

(Red)

Illustr. Monoar CC0

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