Bratislava: tratto della tangenziale contaminato da amianto, è da rifare

Test approfonditi effettuati dal Ministero dei trasporti, in veste di autorità speciale per le autostrade e superstrade, hanno confermato che la sezione di 1,3 km della tangenziale di Bratislava da Jarovce a Ivanka pri Dunaj è contaminata dall’amianto. Dopo una valutazione da parte di una commissione di esperti, saranno prese le misure appropriate. È probabile che il consorzio D4R7 Construction, responsabile dei lavori di costruzione per il concessionario Zero Bypass Ltd., dovrà smantellare e ricostruire la sezione autostradale a proprie spese. Il consorzio che ha vinto la concessione è composto dalla spagnola Cintra, capofila, dal gruppo finanziario australiano Macquarie Capital e dalla società di costruzioni austriaca PORR AG. Mentre nel principale appaltatore D4R7 Construction sono Ferrovial Agroman, gruppo spagnolo che controlla Cintra, e la società austriaca Porr Bau.

Nel 2016 il consorzio Zero Bypass ha firmato un accordo di concessione con il ministero dei Trasporti, delle costruzioni e dello sviluppo regionale slovacco in relazione alla progettazione e costruzione della parte meridionale della tangenziale di Bratislava, una sezione di 27 km dell’autostrada D4 intorno alla capitale, e 32 km della superstrada R7. Nella primavera dell’anno scorso erano state arrestate quattro persone, poi rilasciate, per il sospetto utilizzo di terreno contaminato nella costruzione dell’autostrada, ma i lavori non erano stati fermati. Il consorzio aveva negato l’uso di materiali inquinanti, dichiarando di utilizzare solo materiali venduti da subappaltatori che soddisfano gli standard e le certificazioni obbligatorie. Ora avrà tre mesi per valutare le conclusioni del ministero.

Lo smantellamento del tratto incriminato e la sua ricostruzione può richiedere diversi mesi, che si andranno ad aggiungere a quelli stimati per la conclusione della tangenziale di Bratislava. Si può quindi già prevedere un ritardo per la consegna del manufatto oltre la scadenza prevista. Al momento dell’assegnazione dell’appalto e dell’inaugurazione dei lavori nell’ottobre 2016 si garantiva che la tangenziale sarebbe stata pronta in 4 anni e tre mesi, vale a dire entro il 2020. Ma già due anni dopo si parlava di ritardi e da tempo il termine reale di apertura completa dell’infrastruttura è differito a oltre il 2023.

Nel frattempo vengono aperti di volta in volta dei brevi tratti della R7, una strada di fondamentale importanza che permetterà ai pendolari tra Bratislava, Šamorín e Dunajská Streda di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza ed evitare le lunghissime code che negli ultimi anni sono divenute insostenibili. Proprio lunedì di questa settimana il ministro dei Rrasporti Arpád Érsek ha inaugurato una nuova sezione lungo la R7 vicino a Blatná na Ostrove, comune del distretto di Dunajská Streda.

Il progetto di tangenziale intorno al perimetro meridionale della capitale, che comprende i tratti di autostrada D4 e superstrada R7, viene costruito in forma di progetto PPP (pubblico-privato) dall’appaltatore che avrà l’opera in concessione per 30 anni, nel corso dei quali lo Stato pagherà una rata annua che dovrebbe ammontare a 52,8 milioni di euro per 30 anni, per un costo che al momento è stimato in 1,76 miliardi di euro. Il progetto, che è stato definito “vitale” dal governo, include anche un nuovo ponte sul Danubio che dovrà alleviare il traffico autostradale di passaggio a Bratislava, oggi concentrato sul Ponte del Porto (Prístavný most) con il suo carico di 100.000 veicoli al giorno. Con la nuova bretella il Prístavný most vedrà scendere il traffico a 30.000 automezzi, con una considerevole riduzione del traffico e dell’inquinamento in città.

(Fonte BDE, La Redazione)

Foto D4R7.com

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