Problemi all’industria dell’auto dallo sciopero dei camion. Il governo si prepara a concessioni

Lo sciopero in corso dei trasportatori aderenti all’UNAS starebbe procurando problemi alle fabbriche automobilistiche in Slovacchia, che rischierebbero interruzioni della produzione e perdita di clienti. Come riporta Sita, l’Associazione dell’industria automobilistica slovacca (ZAP) lamenta la distanza tra le parti in causa nella vertenza, ed è delusa dal fatto che gli autotrasportatori stiano procurando problemi seri all’economia. La logistica è uno degli anelli fondamentali da cui dipende l’automotive slovacco, che con 4 case automobilistiche e oltre 340 fornitori di componenti è una parte significativa dell’economia dell’intero paese ed esporta il 60% della sua produzione.

L’impianto Volkswagen a Bratislava si trova in questa situazione, e ha scritto una lettera al primo ministro Peter Pellegrini in cui accusa i trasportatori di causare danni alla produzione ed esorta le parti in causa a risolvere al più presto la situazione di blocco dei mezzi pesanti ai valichi di frontiera. Secondo la casa automobilistica tedesca i costi aggiuntivi dovuti alle attuali problematiche di approvvigionamento rischiano di influenzare negativamente la competitività del settore automobilistico della Slovacchia, che già non gode di piena salute, su scala internazionale.

Anche i francesi del Groupe PSA sono nelle stesse condizioni, e hanno già ridotto la produzione nello stabilimento slovacco di Trnava durante il turno di notte per mancanza di componenti da produttori oltre confine. Secondo le informazioni pervenute, una cinquantina di camion erano rimasti fermi sui valichi di frontiera dalla Polonia alla Slovacchia per lo sciopero dei vettori e solo nelle ultime ore una parte di loro è riuscita a passare.

Kia Motors e Jaguar Land Rover, le altre due grandi fabbriche di automobili, sono riuscite fino ad ora a gestire il problema senza contraccolpi, e la produzione non ha subito rallentamenti. Malgrado uno stock di magazzino sufficiente per tre giornate di produzione, anche la Continental Automotive Systems Slovakia, controllata del gruppo tedesco di Zvolen che produce sistemi frenanti, ha avvertito di essere agli sgoccioli con i componenti da assemblare. Se le nuove forniture non riprenderanno a breve la società sarà costretta a rivedere i turni di lavoro o addirittura a interrompere la produzione su alcune linee. Meno problemi invece per le consegne ai clienti in tutta Europa, in alcuni casi coperte da spedizioni aeree.

Il primo ministro Pellegrini ha esortato oggi gli autotrasportatori in sciopero a liberare i valichi di frontiera, che hanno già causato problemi a diverse fabbriche automobilistiche e che non sono conformi alla legge sulle manifestazioni pubbliche e alle normative sulla libera circolazione delle merci. Proprio oggi i ministri delle Finanze Kamenicky e dei Trasporti Érsek hanno informato il Consiglio dei ministri sui colloqui avuti con i vettori stradali e delle possibilità e volontà di raggiungere un accordo, che è già stato concordato con Česmad, la più grande organizzazione di vettori su gomma in Slovacchia, ma non accettato da UNAS. Il governo ha dato mandato a Kamenický di elaborare una proposta di raddoppio di tutti gli sconti sulla tassa di circolazione, che porterebbe a un risparmio complessivo per i trasportatori slovacchi di oltre 30 milioni di euro.

(Red)

 

Foto wiki CC0

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