Il 60% dei posti di lavoro in Slovacchia minacciato dall’automazione

Circa il 60% dei posti di lavoro in Slovacchia è minacciato dalla digitalizzazione e dall’automazione, secondo la ministra dell’Istruzione Martina Lubyová (Partito nazionale slovacco / SNS), ed è per questa ragione che lo sviluppo delle competenze è la migliore ricetta per prevenire il problema. Purtroppo, solo il 4,5% della popolazione adulta in Slovacchia è coinvolta nel processo di apprendimento permanente, mentre la media OCSE è dell’11%. Ci troviamo dunque di fronte a «un compito importante nel dover rispondere più attivamente alle attuali sfide legate al miglioramento delle capacità lavorative della popolazione adulta e alla promozione di tassi di partecipazione più elevati nei sistemi di istruzione permanente delle persone adulte», ha dichiarato Lubyová in una riunione dedicata alla presentazione della Strategia nazionale delle competenze per la Slovacchia.

Il documento in questione è stato elaborato per la Slovacchia dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che ha raccomandato al governo slovacco di sostenere l’apprendimento permanente e migliorare la cooperazione con i datori di lavoro. La Slovacchia ha inoltre bisogno di una strategia globale per fermare il deflusso di “giovani cervelli” che vanno all’estero e per attirarli di nuovo in patria. La Slovacchia è il terzo paese per il quale l’OCSE ha redatto una “Strategia” nazionale di apprendimento di lungo termine, che è stata presentata a Bratislava lunedì direttamente dal vice segretario generale dell’organizzazione Ludger Schuknecht.

Alla redazione del documento hanno collaborato altri ministeri, in particolare il ministero del Lavoro e quello dell’Economia, oltre ad altre istituzioni slovacche. L’obiettivo della Strategia è di rispondere in modo il più flessibile possibile alle attuali sfide del mercato del lavoro, e adattare alle sue esigenze presenti e future il sistema di istruzione nel paese. Il documento segue le tre priorità di base del Programma nazionale per lo sviluppo dell’istruzione – lo sviluppo dell’apprendimento permanente, l’inclusione sociale di persone delle comunità rom emarginate, la conformità del processo educativo ai requisiti del mercato del lavoro.

Tra le misure già messe in campo dalla Slovacchia per affrontare le sfide in materia di competenze, il ministro Lubyová ha ricordato l’introduzione dell’istruzione obbligatoria di almeno un anno per i bambini di 5 anni che si apprestano a iniziare la scuola primaria. Una misura che è stata apprezzata anche dell’OCSE, con la raccomandazione di estendere questo diritto ai bambini di tre e quattro anni.

A questo proposito, il vice segretario Schuknecht ha elencato le raccomandazioni dell’OCSE alla Slovacchia in quattro aree che necessitano attenzione: estendere l’istruzione preprimaria obbligatoria, una maggiore partecipazione all’apprendimento permanente, garantire una più stretta cooperazione tra datori di lavoro e istruzione professionale, porre maggiormente l’accento sull’uso dei programmi di laurea, eliminare le qualifiche eccessive dei laureati, prevenire la fuga di cervelli all’estero.

(Red)

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