In autunno la revisione del Registro delle imprese, via le ditte inattive

Nel prossimo autunno il ministero della Giustizia slovacco prevede una prevista revisione del Registro delle imprese. L’intenzione è di rimuovere le società inattive, che potrebbero essere fino a un terzo delle quasi 290.000 società oggi registrate in Slovacchia, quando entrerà in vigore l’aggiornamento della legge del Codice commerciale. Si tratta di società che hanno ancora capitale registrato in corone (a undici anni dall’entrata in corso dell’euro), società senza bilancio, eccetera. Per procedere con l’operazione “pulizia”, il ministero dovrebbe preparare un elenco di soggetti legali registrati da eliminare dal registro, e pubblicarlo sul Bollettino commerciale (Obchodný vestník) per sei mesi. Quei soggetti potranno cancellarsi dal registro mettendo in liquidazione la società con una spesa di 1.500 euro e una procedura semplificata. Unica condizione è che non avere attività e debiti. Spesso le aziende che non hanno alcuna attività sono lasciate in vita artificialmente solo per evitare la procedura di liquidazione, dispendiosa in termini economici, burocratici e temporali.

Secondo la società di consulenza Bisnode, le società ‘dormienti’ che non hanno alcuna attività sono circa il 10%, più di 30.000, e ogni anno aumentano di oltre un migliaio. Bisnode ritiene che più di un terzo di tutte le imprese inattive sia nella regione di Bratislava, 13.008, tre volte tante quante si trovano nella seconda regione, quella di Trnava (3.407).

La modifica al Registro delle imprese, approvato lo scorso novembre, prevede l’adozione di misure per migliorare il funzionamento del registro, rendendolo più trasparente ed efficiente, e una maggior protezione delle piccole e medie imprese combattendo le frodi fiscali. Il provvedimento presentato dal ministero della Giustizia intende creare le condizioni per combattere le pratiche disoneste nella liquidazione delle società attraverso un’interconnessione dei registri pubblici relativi al settore delle imprese. L’emendamento legislativo prevede la forma esclusivamente in formato elettronico del Registro delle imprese e l’immissione di una più ampia gamma di dati sulle entità iscritte «in modo che possano essere identificati in modo inequivocabile nei sistemi di informazione della pubblica amministrazione». Le modifiche entreranno in vigore dal 1° ottobre 2020, tranne per alcune disposizioni che sono già in vigore dal 1° gennaio.

(Red)

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