L’Europa alla prova della sovranità tecnologica e digitale

Il tema della sovranità digitale si sta imponendo con forza in Europa. La Francia è stata la prima a moltiplicare i richiami a una sovranità digitale e tecnologica, sinonimo della sovranità tout court. Inoltre, i rischi relativi alla sovranità giuridica delle informazioni digitali legati ai dispositivi statunitensi, contenuti sia nel ‘Patriot Act‘ che nel ‘Cloud Act‘ sono ben presenti negli ambienti decisionali francesi.

La Francia, interessata a una ‘sovranità europea’, cerca di spingere una ripresa da parte di gruppi francesi della produttrice di cavi sotto marini Alcatel Submarine Networks (Asn) oggi controllata dal finlandese Nokia, privilegiando nella fattispecie una soluzione nazionale a una soluzione europea.

Attivismo della Commissione europea e concorrenza
La sovranità europea tanta conclamata sarebbe quindi piuttosto una serie di singole sovranità europee? In Europa la tematica è progredita moltissimo negli ultimi anni. Le rivelazioni legate al caso Snowden hanno contribuito anche alla sensibilizzazione degli ambienti tedeschi traditi dallo spionaggio sistematico da parte degli Stati Uniti. Il 29 ottobre scorso il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier ha lanciato il progetto di cloud sovrano ‘Gaia X‘. La Commissione europea ha ripreso la tematica dei rischi di dipendenza non soltanto nei confronti dei colossi digitali statunitensi, i Gafa (Google, Apple, Facebook e Amazon) ma anche nei confronti della tecnologia cinese.

La prima reazione è avvenuta da un punto di vista della politica della concorrenza, con le inchieste lanciate dalla Commissione nei confronti di aziende per abuso di posizione dominante. Anche in questo caso gli Stati membri assumono posizioni contraddittorie. L’azione Antitrust della Commissione viene criticata quando prende di mira eventuali gruppi europei (Alsthom-Siemens o Fincantieri-Stx Chantiers de l’Atlantique) mentre viene invocata per contrastare gruppi extra europei.

La nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha espresso la volontà di spingere per la trasformazione digitale, sia da un punto di vista di sviluppo industriale che di regolamentazione. La nomina come commissario di Thierry Breton, già ceo di Atos, con un portafoglio che associa Mercato interno, difesa, spazio, digitale e politica industriale con la supervisione delle direzioni generali Grow, Connect e della nuova direzione generale Defis rappresenta un altro segno della crescita della tematica della sovranità digitale e tecnologica nell’agenda politica, un concetto che lo stesso Breton lega alla sovranità geopolitica, mantra della nuova Commissione.

Protezione dei diritti e risorse finanziarie
In Italia assistiamo a scelte che indicano convergenze con le tematiche francesi ed europee. Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) ha previsto un ‘perimetro di sicurezza cibernetica’ per dare concretezza alle frontiere digitali da proteggere, integrando strutture pubbliche e private. Tra l’altro anche nel contesto delle aziende tecnologiche italiane è ben presente la tematica della tutela dei sistemi e del know-how tecnologico.

[…continua]

Leggi il resto su Affarinternazionali.it

Illustr. geralt/BS

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.