Slovacchia in flessione nell’innovazione rispetto ai vicini del V4

La Slovacchia ha perso due posizioni rispetto allo scorso anno nella classifica Bloomberg Innovation 2020, passando dal 39° al 41° posto. Gli altri paesi del Gruppo Visegrad hanno ottenuto risultati migliori: la Repubblica Ceca è al 24° posto, la Polonia è al 25° e l’Ungheria al 28°.

Il Bloomberg Innovation Index, giunto alla sua ottava edizione, esamina la capacità di innovazione di 200 paesi in tutto il mondo in base a sette categorie equamente ponderate, come la spesa in ricerca e sviluppo, la produzione, la concentrazione di aziende high-tech, l’istruzione post-secondaria, il personale impiegato nella ricerca, il numero di brevetti. Delle 200 iniziali, le nazioni che non hanno riportato dati per almeno sei categorie sono eliminate, tagliando la lista totale a 105 paesi. Bloomberg pubblica solo i risultati delle prime 60 posizioni.

Dopo sei anni in testa, la Corea del Sud ha ceduto il primo posto nell’indice alla Germania, scendendo alla piazza d’onore. Singapore, Svizzera e Svezia sono tra i cinque paesi più innovativi, mentre gli Stati Uniti hanno perso una posizione, classificandosi al 9° posto. La Cina, seconda economia del mondo, ha guadagnato un posto piazzandosi alla 15esima posizione. Nell’area europea un grande salto in avanti è stato fatto dalla Slovenia, che è avanzata di 10 posizioni fino al numero 21 grazie a un enorme miglioramento nella registrazione di brevetti.

La Germania ha ottenuto i migliori risultati in termini di valore aggiunto della sua produzione, alta densità tecnologica e numero di brevetti. Il settore manifatturiero rimane uno dei pilastri dell’economia tedesca, ma gli esperti avvertono che circa un terzo della spesa pubblica in ricerca e sviluppo è destinata all’industria automobilistica. È proprio la debolezza di questo settore economico che potrebbe influire negativamente sulla capacità innovativa della Germania.

La Corea del Sud, d’altra parte, ha perso la sua leadership nella classifica in parte a causa di un calo relativo della produttività. La spesa in ricerca e sviluppo nel paese asiatico è cruciale per il buon andamento delle aziende e, con esse, dell’intera economia nazionale, dominata da giganti della tecnologia come Samsung Electronics Co., LG Electronics Inc. e Hyundai Motor Co.

In Europa, molti paesi hanno investito nell’istruzione e nella ricerca, dando così una spinta decisiva alla loro economia. Investire nella formazione influisce non solo sul prodotto interno lordo, ma anche sulla qualità della produzione. Non c’è futuro senza l’economia della conoscenza. Un paese che investe nell’istruzione fa sì che la sua economia risponda meglio alle sfide attuali e future, dallo sviluppo tecnologico alla riconversione industriale in senso sostenibile.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

Foto markmags CC0

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