Lapidi danneggiate al cimitero ebraico di Rajec, sono stati cinque ragazzini

Dopo quello di Námestovo a metà dicembre, anche il cimitero ebraico nella cittadina di Rajec, seimila abitanti nella regione di Žilina, è stato devastato poco prima di Natale. Il 23 dicembre si è scoperto che una ventina di lapidi e piccoli monumenti funerari sono stati rovesciati a terra. L’incursione, avvenuta tra il 5 e il 22 di dicembre, ha preso di mira pietre tombali risalenti alla fine del XIX secolo e alla prima metà del XX. Un danno inferiore a quello registrato solo pochi giorni prima a Námestovo, dove le pietre tombali buttate a terra sono state 59.

Venerdì la polizia regionale di Žilina ha identificato i vandali di questo secondo caso: cinque ragazzini dai 9 ai 12 anni. La polizia ha chiarito che non si tratta di un attacco a sfonto antisemita o di intolleranza razziale o religiosa, ma di semplici e giovanissimi vandali di cui le famiglie dovrebbero farsi carico di educare. L’età dei ragazzi ha convinto gli investigatori a chiedere l’archiviazione dell’accusa contro di loro.

Il rabbino della comunità di Žilina aveva detto subito dopo la scoperta del fatto che i danni materiali sono in fin dei conti modesti, dato che la gran parte delle lapidi poteva essere riposizionata nel punto in cui si trovava. Ma grave era invece la questione morale. Il cimitero si trova su una collina fuori dal centro urbano, un luogo dove vanno poche persone, dunque chi ha fatto quell’azione è andato lì apporta per fare un danno di altra natura e oltraggiare i defunti.

Il fatto aveva provocato molte reazioni anche tra gli intellettual, alcuni dei quali avevano puntato il dito come colpevoli sui simpatizzanti del partito di estrema destra ĽSNS di Marian Kotleba.

(Red)

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