A Košice la cerimonia per la Liberazione di 75 anni fa, prima città in Slovacchia

La città di Košice ha commemorato ieri il 75° anniversario della liberazione da parte dell’Armata Rossa, nel gennaio 1945, in Piazza dei Liberatori.

«La liberazione di cè uno degli eventi storici più significativi della storia della nostra città», ha detto il sindaco di Košice Jaroslav Poláček nel corso di una cerimonia ufficiale. «Non sono l’unico a credere che più parliamo di questa storia e prima convinceremo (anche) i giovani a ritornare a pensieri e valori corretti», ha affermato Poláček, esprimendo il desiderio che l’intero 2020 sia segnato dallo spirito dell’anniversario. Il sindaco ha osservato che non solo le scuole e gli insegnanti, ma tutti i cittadini sono responsabili della diffusione della conoscenza della storia tra coloro che dovrebbero conoscerla. Ma le generazioni più giovani sono i più inclini a mettere in discussione e distorcere la storia, ha notato.

Oltre al sindaco e ai due vice, alla cerimonia hanno partecipato molti altri rappresentanti della regione autonoma di Košice, dei rappresentanti della polizia statale e municipale, e di numerosi comitati ed associazioni di ex combattenti, deponendo corone e mazzi di fiori al monumento ai liberatori sulla piazza.

Košice fu la prima città dell’attuale Slovacchia ad essere liberata dal giogo nazista, ragion per cui divenne da subito sede temporanea delle istituzioni statali, Dal 30 gennaio 1945 fu sede del Consiglio nazionale slovacco e dal 3 aprile del presidente cecoslovacco Edvard Beneš. Il 5 aprile 1945, fu annunciato da Košice il programma del nuovo governo antifascista.

Le battaglie in città e nei dintorni costarono la vita a tremila soldati e ufficiali sovietici. Košice rimase “capitale” fino a quando anche Praga fu liberata il 9 maggio. Partendo dalla parte orientale del paese, un poco alla volta le truppe sovietiche affiancate a resistenti slovacchi e di brigate internazionali si spostarono verso ovest e nel maggio del 1945 riuscirono a cacciare gli occupanti anche da Bratislava, allora capitale della Prima repubblica slovacca retta dal presidente Jozef Tiso (che verrà successivamente condannato a morte) e assecondata alla Germania.

Nella giornata sono state anche celebrate alcune personalità che nella città principale dell’Est Slovacchia hanno contribuito a salvare la vita a decine di persone durante la guerra. Ad esempio Mikuláš Lexmann, che nascose diverse persone (si stima da venti a trenta) nella cripta della chiesa domenicana a Košice, allora inglobata nell’Ungheria con il nome di Kassa, aiutandole a salvarsi dalla persecuzione del Partito delle Croci Frecciate ungherese, filonazista e antisemita, al governo dall’ottobre 1944. Il movimento, che era peraltro guidato dal nativo di Kassa Ferenc Szálasi, comandante supremo delle forze armate che fu condannato a morte per crimini di guerra, aveva promosso una stagione di terrore in città, e persino il giorno prima della liberazione fece uccidere decine di persone innocenti.

(Red)

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.