Il V4 e l’Austria in completo accordo sull’immigrazione irregolare

La neutralità climatica e l’immigrazione irregolare sono stati i principali argomenti di discussione durante l’incontro tra i primi ministri dei quattro paesi del gruppo Visegrad più il cancelliere austriaco Sebastian Kurz che si è svolto giovedì 16 gennaio presso il Museo Nazionale di Praga. Secondo il premier slovacco Peter Pellegrini gli Stati membri dell’Unione europea dovrebbero avere diritto a decidere in autonomia il proprio mix energetico e la neutralità energetica, ovvero alla scelta dei metodi per produrre elettricità.

La neutralità climatica – ovvero l’azzeramento delle emissioni di CO – rappresenta una vera sfida nei prossimi cinque anni. Il raggiungimento dell’obiettivo degli Accordi di Parigi del 2015 implica la capacità di raggiungere il 50% del mix energetico con fonti rinnovabili nel 2024 in un sistema energetico globale ancora dominato dai combustibili fossili, che rappresentano l’80% della domanda attuale di energia primaria. «La capacità produttiva dell’energia elettrica con energie rinnovabili dovrebbe espandersi per superare il 50% del mix energetico globale nei prossimi cinque anni, grazie alla spinta di nuove normative e il sostegno delle finanze pubbliche, e una riduzione dei costi aziendali», secondo le raccomandazioni del World Energy Outlook 2019 dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE).

In una conferenza stampa congiunta con il primo ministro ceco Andrej Babiš, il capo del governo ungherese Viktor Orbán, il polacco Mateusz Morawiecki e il cancelliere austriaco Kurz, Pellegrini ha ribadito il ruolo strategico dell’energia nucleare per la Slovacchia. E ha riaffermato l’impegno del paese per il completamento della centrale nucleare di Mochovce, in conformità con tutte le normative, per raggiungere l’obiettivo di un’economia a emissioni zero entro il 2050. Pellegrini ha rassicurato il cancelliere Kurz che nella costruzione di Mochovce vengono osservati i massimi standard di sicurezza. L’Austria tuttavia rimane contraria all’apertura di nuove centrali nucleari vicino ai suoi confini. Secondo il partito SaS all’opposizione, Pellegrini avrebbe dovuto trattare con più delicatezza la questione con l’Austria, che già mesi fa aveva protestato a livello di governo per la nuova centrale. Avrebbe dovuto anche promettere che dopo l’esperienza di Mochovce (una spesa più che triplicata e ritardi di diversi anni per vederla funzionare) la Slovacchia non ha intenzione di costruire altre centrali del genere. [Rimane ancora sospesa la questione di una nuova centrale a Jaslovské Bohunice, che semmai sarà varata arriverà solo tra un quindicennio].  Il programma di governo del nuovo esecutivo di Kurz (questa volta con i verdi al posto dell’ultra destra) c’è un impegno a combattere il lancio di nuovi reattori nella centrale slovacca di Mochovce, ma nessuno nella squadra del premier Pellegrini si è degnato di un po’ di attenzione sulla questione, dice SaS.

Il nuovo governo austriaco ha annunciato le linee guida del suo piano per ottenere tutta la sua fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili nel 2030 e raggiungere la neutralità energetica entro il 2040. La strategia si baserà principalmente sull’energia solare, con l’installazione di un milione tetti solari in edifici residenziali, commerciali e industriali nuovi e ristrutturati. L’ambizioso piano sarà allineato con la campagna Solar4Buildings che SolarPoweEurope ha presentato alla Commissione europea lo scorso novembre come parte del suo contributo al “Green Deal” della presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.

Oltre alla questione del clima, è stata discussa a Praga anche la questione dell’immigrazione irregolare. Pellegrini ha affermato che i paesi V4 e l’Austria concordano su alcuni punti chiave della faccenda: la necessità di una maggiore cooperazione tra i paesi che ospitano migliaia di immigrati irregolari, l’imposizione di sanzioni da parte dell’UE ai paesi di origine dell’immigrazione clandestina che rifiutano il rimpatrio dei propri cittadini e la concessione di aiuti internazionali allo sviluppo esclusivamente ai paesi terzi che desiderano cooperare in questo settore.

I primi ministri V4 hanno inoltre discusso con capo dell’esecutivo austriaco gli attuali problemi europei, come il quadro finanziario pluriennale dopo il 2020, l’agenda sociale, l’allargamento dell’Unione europea e l’evoluzione della Brexit con il ritiro del Regno Unito dall’UE previsto per 31 gennaio. Pellegrini ha anche chiesto a Kurz «di affrontare rapidamente la questione degli assegni familiari per gli slovacchi che lavorano in Austria».

(Red)

Foto Vlada SR

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.