Lajcak: allontanamento soldati slovacchi dall’Iraq deciso dalla NATO

Mercoledì dal consiglio dei ministri è stata espressa preoccupazione per la tensione che attualmente pervade il Medio Oriente come conseguenza indesiderata dei fatti accaduti in Iraq – l’attacco aereo Usa il 3 gennaio che ha ucciso il generale iraniano Qasem Soleimani, la ritorsione iraniana mediante la scarica di missili sulle basi occidentali in Iraq – che non ha fatto vittime – e l’abbattimento per errore la stessa notte di un aereo di linea ucraino a Teheran in cui sono rimaste uccise tutte le 176 persone a bordo. Fatti che sono testimonianza di violazioni del diritto internazionale e che hanno avuto impatto diretto sulla sicurezza dei soldati della NATO in Iraq, nonché sulla coalizione globale che combatte il cosiddetto Stato islamico (Isis).

Il governo invita dunque tutte le parti coinvolte a manifestare moderazione e a smettere immediatamente di provocare inutili tensioni. «La Slovacchia respinge tutte le forme di violazione del diritto internazionale, in particolare quelle della Carta delle Nazioni Unite, che rimane il principale pilastro della sicurezza internazionale. Invita tutte le parti interessate a osservare le norme del diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale, e a trattare le questioni irrisolte attraverso il dialogo», si legge nella dichiarazione uscita dalla riunione.

Il ministro degli Esteri Miroslav Lajčák ha poi detto ai giornalisti che la decisione di trasferire altrove (in Kuwait) i sette soldati slovacchi dislocati in Iraq non è stata presa dal governo slovacco ma dal comando della NATO. La decisione è del comando dell’Alleanza, «come è normale che sia», dato che la NATO si preoccupa della sicurezza dei soldati della missione. Ed è la NATO, che attualmente sta dialogando “molto intensamente” con il governo di Baghdad, informerà dei suoi prossimi passi. Gli alleati della NATO hanno temporaneamente sospeso la loro missione di addestramento in Iraq, ma sono pronti a riprenderla se raggiungono un accordo con le autorità irachene, ha detto Lajčák.

(Red)

Foto mosr.sk

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