Solo 4 viaggiatori europei su 10 conoscono i diritti del passeggero dell’UE

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di un sondaggio di Eurobarometro sui diritti dei passeggeri nell’Unione europea. Secondo l’indagine, il 43% dei cittadini dell’UE che negli ultimi 12 mesi hanno viaggiato in aereo, treno a lunga percorrenza, autobus, nave o traghetto sa che l’UE ha stabilito dei diritti per i passeggeri. La Commissaria per i Trasporti dell’UE Adina Vălean ha dichiarato che l’Unione europea è “l’unica regione al mondo in cui i cittadini sono completamente tutelati da un insieme di diritti dei passeggeri”. Vălean ha ricordato, però, anche che è necessaria “una migliore conoscenza di tali diritti, che dovrebbero anche essere più facilmente comprensibili e applicabili. Le nostre norme dovrebbero inoltre garantire una maggiore certezza del diritto per i passeggeri e per il settore. Per questi motivi la Commissione ha proposto di modernizzare i diritti dei passeggeri nel trasporto aereo e nel trasporto ferroviario. Spetta ora al Consiglio e al Parlamento europeo giungere rapidamente a un accordo per garantire che chi viaggia all’interno dell’UE goda di una protezione efficace”.

I diritti dei passeggeri sono definiti a livello dell’UE e applicati dai fornitori del servizio di trasporto; gli organismi nazionali si occupano di garantirne il rispetto. A causa di prassi nazionali divergenti può risultare difficile per i passeggeri sapere esattamente cosa fare e a chi rivolgersi, soprattutto nel caso di passeggeri che si spostano da un paese all’altro dell’UE. La Commissione ha già intensificato gli sforzi per migliorare la chiarezza e la conoscenza dei diritti dei passeggeri, in particolare attraverso proposte legislative sui diritti dei passeggeri nel trasporto aereo e nel trasporto ferroviario, orientamenti interpretativi e comunicazioni periodiche sulla giurisprudenza pertinente. La Commissione ha anche condotto una campagna di sensibilizzazione.

Sono anche altri i dati emersi dal sondaggio di Eurobarometro: il 32% degli intervistati, infatti, sa che nell’UE vigono diritti dei passeggeri per quanto riguarda il trasporto aereo, ferroviario, in autobus, nave o traghetto, ma solo il 14% ha conoscenze specifiche per quanto riguarda il trasporto aereo; il dato si attesta all’8% per il trasporto ferroviario, al 5% per i viaggi in autobus e al 3% per i viaggi in nave o traghetto. Si riscontra una maggiore conoscenza dei diritti dei passeggeri tra gli intervistati che hanno effettuato un viaggio in almeno uno dei suddetti modi (43% contro 32%); ciononostante il dato rimane al di sotto del 50%; la percentuale di viaggiatori che ritengono di essere stati ben informati dei propri diritti da parte delle imprese di trasporto prima del viaggio varia a seconda del modo di trasporto: il 40% per i passeggeri di aerei, il 29% per i passeggeri di navi o traghetti, il 26% per i passeggeri di treni e il 26% per i passeggeri di autobus. Le percentuali sono ancora più basse per quanto riguarda le informazioni ricevute durante e dopo il viaggio; i partecipanti al sondaggio che hanno avuto problemi durante un viaggio aereo (le cosiddette “perturbazioni del viaggio”) hanno più sovente presentato reclamo rispetto ai viaggiatori che utilizzano altri modi: così ha fatto il 37% dei passeggeri di aerei rispetto al 26% dei passeggeri di autobus, al 24% dei passeggeri di treni e al 18% dei passeggeri di navi o traghetti. Il dato per tutti i modi è pari al 26%. Nel caso dei viaggiatori che hanno subito una perturbazione del viaggio ma non hanno presentato un reclamo ufficiale (il 72% per cento degli intervistati), il motivo più comune per non presentare reclamo è stato la sensazione che fosse inutile farlo (45%), seguito dal fatto di considerare troppo esigua la somma di denaro in questione (25%); il 53% di coloro che nel corso degli ultimi 12 mesi hanno subito una perturbazione del viaggio aereo ha dichiarato che la compagnia aerea ha offerto loro qualche forma di assistenza (ad esempio cibo e bevande, volo alternativo, rimborso, risarcimento, alloggio ecc.), indipendentemente dal fatto che i passeggeri avessero reclamato o meno. Solo il 43% dei passeggeri del trasporto ferroviario e il 38% di coloro che hanno viaggiato in autobus, nave o traghetto hanno dichiarato di aver ricevuto un’offerta di aiuto da parte delle imprese di trasporto in caso di perturbazioni; il 55% degli intervistati che hanno presentato reclamo presso l’impresa di trasporto relativamente alla perturbazione del viaggio dichiara di essere soddisfatto di come è stato gestito il reclamo, ma solo il 37% di quanti hanno subito una perturbazione ha dichiarato di essere soddisfatto del modo in cui l’impresa di trasporto li ha informati in merito alle procedure di reclamo; un’ampia maggioranza (81%) di coloro che si sono trovati a richiedere assistenza per una persona con disabilità o a mobilità ridotta (l’8% dei partecipanti al sondaggio) si dichiara soddisfatta del riscontro dell’impresa di trasporto. Una percentuale inferiore (60%) ha espresso soddisfazione nel caso di un viaggio multimodale.

I risultati del sondaggio andranno a confluire nelle due procedure legislative in corso relative ai diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario e nel trasporto aereo, come pure nelle valutazioni dei diritti dei passeggeri di autobus, dei diritti dei passeggeri di navi e traghetti e dei diritti dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta nel trasporto aereo. In questo contesto si terrà conto anche dell’accessibilità al trasporto multimodale per questi ultimi passeggeri e per gli altri viaggiatori.

(aise)

Foto Piqsels CC0

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