Omicidio Kuciak, il killer: “Ho bussato, lui mi ha aperto e io ho sparato”

Un’altra giornata chiave per la società civile della Slovacchia e non solo. Oggi si svolge, accompagnato da un grande interesse mediatico, la prima udienza del processo principale per l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová, avvenuto quasi due anni fa. La seduta è stata aperta dalla presidente di un senato della Corte penale specializzata Ružena Sabová che ha chiamato alla sbarra i quattro accusati del doppio omicidio: il noto e spregiudicato uomo d’affari Marian Kočner, incriminato con l’accusa di essere il mandante; Alena Zsuzsová, sua collaboratrice, che avrebbe messo insieme il gruppo di fuoco, gestito le fasi organizzative del delitto e si è incaricata del pagamento agli esecutori; e i due che hanno messo a segno l’assassinio, l’ex investigatore di polizia Tomáš Szabo, che avrebbe fatto da basista e autista, e il cugino ex militare Miroslav Marček. Quest’ultimo ha confessato di essere stato lui a entrare la sera del 21 febbraio 2018 nella casa dei due giovani, freddando con precisione uno dopo l’altro con una pistola 9 millimetri che ancora non è stata trovata ma che si sa comprata in Ungheria per 3.000 euro in contanti.

Oltre a questo crimine, che ha profondamente scorso la società slovacca e portato alle dimissioni il ministro degli Interni Kaliňák, il primo ministro Fico e il capo della polizia Gašpar, sono in ballo anche altri reati: l’omicidio dell’imprenditore Peter Molnár a Kolárovo nel 2016 e il possesso illegale di armi, entrambi crimini di cui sono accusati Szabo e Marček.

All’udienza preliminare di dicembre è stato fatto l’esame delle accuse e delle prove, per un fascicolo di indagine composto complessivamente da 25.000 pagine. Novantatre sono le pagine dell’accusa per i quattro incriminati, oltre a Zoltán Andrusko che in questo procedimento compare da testimone dell’accusa. Al processo interverranno 24 testimoni e diversi esperti, e verrà letta la testimonianza scritta di altre 49 persone. In questa prima udienza odierna il pubblico ministero ha ricapitolato i fatti confortati, a suo dire, dalle prove raccolte, fatti che riportiamo in questo articolo.

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Tra i testimoni è molto atteso Zoltán Andrusko, l’intermediario reo confesso tra Zsuzsová e i due sicari, condannato a 15 anni col patteggiamento in una udienza separata tenuta alla fine dell’anno. Andrusko ha parlato fin dall’arresto, permettendo agli investigatori di fare grandi passi avanti nell’indagine. Sarà tra i testimoni anche l’ex direttore del controspionaggio Peter Tóth, che avrebbe gestito per conto di Kočner alla soveglianza di alcuni giornalisti scomodi per l’imprenditore, tra i quali Kuciak. Ha inoltre fornito alla polizia il telefono di Kočner, che ha portato alla scoperta di migliaia di messaggi di testo cifrati scambiati dallo stesso Kočner con personaggi di varia natura (uomini d’affari, magistrati, poliziotti) e che hanno delineato un quadro decisamente fosco della corruzione nell’ambito di istituzioni che dovrebbero essere invece impegnate a combattere illegalità e prevaricazione. Saranno chiamati a parlare anche l’uomo d’affari Norbert Bödör e Jaroslav Haščák, socio di riferimento del gruppo finanziario Penta noto al pubblico soprattutto per il caso Gorilla che di recente è tornato di attualità.

Miroslav Marček, che ha reso piena confessione, si è dichiarato colpevole per la morte di Kuciak e Kušnírová, oltre che per l’omicidio di Molnár, rendendo suplerflua la parte di procedimento volta a dimostrare la sua colpevolezza. Ha detto che nel dicembre 2016 lui e Szabo sono andati da Molnár per derubarlo, convinti che avesse grosse somme di denaro nascoste in casa. Ma quando i due entrarono nell’abitazione incontrarono il padrone di casa e lo uccisero cambiando il loro piano.

Gli altri tre accusati, tuttavia, si sono dichiarati non colpevoli davanti alla corte. L’avvocato di Marian Kočner ha dichiarato di ritenere infondate le accuse presentate, che rappresentano una campagna diffamatoria nei confronti del suo cliente. Anche l’avvocato di Zsuzsová ha fatto notare che tutto l’impianto accusatorio si basa sulla testimonianza del solo Andrusko, che ha parlato soltanto per avere uno sconto di pena. I due avvocati delle famiglie delle vittime hanno chiesto ciascuno un risarcimento di 1 milione di euro per la perdita dei loro figli, somma che verrà donata in beneficienza.

Un centinaio di giornalisti, dalla Slovacchia e altri paesi, hanno chiesto di poter partecipare al processo. Per questa ragione il processo è stato spostato dal Tribunale penale specializzato di Pezinok all’edificio della vicina Accademia giudiziaria.

(La Redazione)

Foto Jozef Kotulič cc by sa

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