Blocchi stradali anche ai valichi di frontiera, si apre il dialogo tra camionisti e governo

I camionisti slovacchi in protesta hanno bloccato dalle prima ore di oggi tre valichi di frontiera con la Repubblica Ceca domenica notte in entrambe le direzioni al passaggio dei camion, mentre autovetture e autobus potevano passare. Nel corso della giornata era in programma il blocco di una serie di altri valichi con Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria. Sono inoltre stati segnalati ritardi di un’ora per code sulle strade che portano verso il centro della capitale Bratislava.

Il primo ministro Peter Pellegrini ha dichiarato questa mattina che non intende permettere a nessuno di prendere in ostaggio i cittadini slovacchi, e che il governo è pronto a incontrare i rappresentanti degli autotrasportatori entro un’ora solo quando sbloccheranno i valichi. La dichiarazione è arrivata dopo un incontro con i ministri competenti (Trasporti, Interni, Finanze ed Economia) e con il capo della polizia Milan Lučanský. Questo intervento ha fatto sì che tutti i blocchi stradali inclusi i confini interrotti siano stati liberati, in attesa di essere convocati dal governo.

L’iniziativa di sciopero, partita il 7 gennaio tra Bratislava, Košice e la regione di Orava, rientra nell’ambito delle proteste degli aderenti all’Unione degli autotrasportatori UNAS che da giorni si svolgono in diverse parti del paese a sostegno di richieste di sospensione dei pedaggi autostradali per i mezzi pesanti, di una riduzione del 50% della tassa di circolazione e di ridurre gli aumenti di accise e imposte sui carburanti. Problemi che i camionisti devono subiscono da anni ma che oggi non è più possibile sopportare, soprattutto dopo che il governo sembra non volere ascoltare le loro lamentele.

Anche l’altra associazione di autotrasportatori slovacca Česmad, che finora è rimasta alla finestra cercando di risolvere la questione con incontri diretti con i ministeri interessati, ha concordato con UNAS sabato in una riunione congiunta a Banská Bystrica di aderire allo sciopero se anche i negoziati in corso con il governo non daranno risultati. Nell’incontro sono state unificate e formulate con precisione le opinioni delle due organizzazioni di settore sulle proposte legislative e il loro impatto sul comparto dei trasporti su strada. Tra le altre cose, i trasportatori lamentano il fatto che una parte consistente delle entrate del pedaggio austostradale dovrebbero essere investite in nuove infrastrutture di trasporto e nella manutenzione di quelle esistenti, ma la metà degli incassi è stata incamerata dalla società privata che gestisce il sistema, come ha denunciato anche la Corte dei conti dichiaranto antieconomico e contro gli interessi dello Stato il contratto di concessione del pedaggio. Basta vedere i paesi vicini: nel 2019 la Slovacchia ha aperto 20 km di nuove strade, la Polonia 400 km.

Una lettera aperta inviata da UNAS al premier Peter Pellegrini per perorare la propria causa non ha avuto alcun effetto. Il primo ministro Pellegrini ha definito lo sciopero, che avviene a poco più di un mese dal voto per il rinnovo del Parlamento, “un ricatto politico”. Per di più, tra i temi rivendicati c’è la tassa di circolazione, che non viene toccata da tre anni. Ieri, intervenendo al programma “V politike” del canale televisivo TA3, Pellegrini ha dichiarato di avere in programma un incontro con i ministri per discutere della questione, come poi avvenuto stamane. Pellegrini ha tuttavia completamente rigettato come proposta irricevibile l’ipotesi di sospendere l’incasso dei pedaggi. Potrebbe tuttavia essere disposto a ragionare su una loro riduzione, dell’ordine del 12,5%.

La polizia, mentre cerca di tenere la situazione sotto controllo e consiglia ai conducenti di auto e mezzi pesanti percorsi alternativi per non incorrere nei blocchi, ha invitato i trasportatori su gomma a rispettare le normative sul traffico. In caso contrario partiranno sanzioni, ed i camion che intralciano potranno essere rimorchiati altrove. Lo ha detto il capo del corpo di polizia Milan Lučanský.

(La Redazione)

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