Analisi: nel 2019 meno offerte di lavoro in Slovacchia

Nel 2019 c’è stato un calo delle offerte di lavoro in Slovacchia, secondo i dati raccolti da Profesia.sk, il principale portale di ricerca di personale nel paese. I datori di lavoro hanno pubblicato lo scorso anno oltre 262.000 offerte per assunzioni, il 5% in meno rispetto alle quasi 275.000 del 2017, che fu del resto un anno record. Questo dato può sembrare paradossale, vista la mancanza di forza lavoro sempre più marcata nel paese. Alla fine di novembre 2019 c’erano più di 90.000 posti di lavoro disponibili in Slovacchia, nell’industria, nel settore delle vendite all’ingrosso e al dettaglio e nel settore IT.

Le principali offerte di lavoro si riferiscono ai settori delle telecomunicazioni (22,9%), assicurativo (19,3%) e IT, mentre le assunzioni nelle industrie tessili e chimiche sono diminuite rispettivamente del 46,3% e del 22,10%. Anche il settore automobilistico, comparto trainante dell’economia nazionale, ha registrato un calo delle assunzioni. Dall’altra parte, è aumentato il numero medio di risposte a ciascun annuncio pubblicato nel 2019: 17,1 rispetto alle 14,6 del 2018. Un numero tuttavia inferiore rispetto al 2015, quando in media rispondevano 20 persone a ogni annuncio.

Trovare un lavoro è più facile a Bratislava, nella cui area le opportunità di lavoro rappresentano il 42% del totale e vi si concentrano quasi il 70% del totale delle nuove assunzioni.

La mancanza di lavoratori, una legislazione insufficiente e salari più bassi rispetto alla media europea sono i tre problemi principali del settore del lavoro in Slovacchia. Secondo gli analisti, i salari continueranno ad aumentare, ma non raggiungeranno il massimo dell’anno scorso, principalmente a causa del rallentamento dell’economia slovacca. La crescita salariale sarà più debole, raggiungendo un livello simile a quello dell’inflazione. Inoltre, secondo l’agenzia di collocamento Grafton Slovakia, le elezioni parlamentari di febbraio influenzeranno l’evoluzione del mercato del lavoro. Anche l’arrivo di istituzioni internazionali nella capitale (come l’Autorità per il lavoro ELA) potrebbe offrire interessanti opportunità al settore privato.

L’anno scorso sono state varate alcune modifiche legislative, come la tredicesima e quattordicesima mensilità, i voucher ricreativi per i lavoratori delle aziende con più di 50 dipendenti, nuove regole per l’assunzione di cittadini di paesi terzi, l’aumento del salario minimo, la pubblicazione obbligatoria dei salari nelle offerte di lavoro. Questo è un primo passo importante, ma non è ancora sufficiente. Ad esempio, molti datori di lavoro chiedono ulteriori progressi nella semplificazione delle procedure di assunzione di lavoratori provenienti da paesi terzi.

Anche le modalità di presentazione delle offerte di lavoro stanno cambiando: infatti, le aziende spesso cercano personale attraverso i social network.

Infine, secondo le agenzie di collocamento molti lavoratori utilizzano le nuove offerte di lavoro per fare leva sugli attuali datori di lavoro e ottenere condizioni migliori.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

Illustr. B.Slovacchia/pixabay

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