Sondaggio Ako: primo è il partito Smer, seguito da Kotleba e Kiska

Un sondaggio realizzato dall’agenzia AKO in questi primi giorni dell’anno per conto del canale televisivo TA3 mostrerebbe che il partito del premier Smer-SD, al governo per undici degli ultimi tredici anni, e ininterrottamente dal 2002, rimane ancora primo nelle preferenze degli elettori slovacchi. Le interviste di un campione di mille elettori assegna il 17,7% di intenzioni di voto a Smer-SD. Segue il Partito popolare Nostra Slovacchia (ĽSNS) all’11,7% e il partito Za Ľudi dell’ex presidente Kiska è terzo con il 10,4%. La coalizione PS-Spolu (composta dai partiti Progresívne Slovensko e Spolu–občianska demokracia) è solo quarta, col 9,1%, seguita da OLaNO all’8,3% e Sme Rodina al 7,6%. Chiudono la lista Libertà e Solidarietà (SaS) al 6,8% e cristiano-democratici (KDH) e Partito nazionale slovacco (SNS) enbrambi al 6,2%.

I primi soggetti politici che non riescono ad entrare in Parlamento sarebbero Most-Hid (4,1%), Dobrá voľba (3,2%), gli ungherese dell’MKS (ex SMK) al 2,5% e Stefan Harabin con il suo Patria (Vlasť, 1,7%).

Secondo il sondaggio, solo due terzi degli intervistati (il 64,8%) hanno dichiarato che intendono recarsi alle urne il 29 febbraio.

Secondo il politologo Radoslav Štefančík dell’Università di Economia di Bratislava, come riporta oggi Webnoviny, la flessione di Smer in corso da tempo sarebbe dovuta in parte alla perdita di elettori che sono andati ad ingrossare le fila del gruppo di destra estrema ĽSNS di Marian Kotleba, soprattutto dopo le rivelazioni provenienti dalle inchieste su Marian Kočner e la sua ragnatela di intrighi in termini di corruzione, affari sporchi e un libro paga pieno di magistrati, poliziotti e altri funzionari di Stato, spesso usati per favorire proprio il partito Smer di Robert Fico. Štefančík ha definito debole e poco incisiva la campagna elettorale di Smer, mentre gli uomini di Kotleba stanno raccogliendo ampi consensi facendo campagna in silenzio nelle regioni senza nemmeno usare l’argomenti “immigrati”, che era stato negli anni scorsi il loro principale cavallo di battaglia. Secondo il politologo il risultato di PS-Spolu, che registra una diminuzione di intenzioni di voto, potrebbe indicare che una parte dei loro simpatizzanti abbiano cambiato opinione e ora seguano con maggiore attenzione il partito dell’ex presidente Kiska, anche dovuta al fatto che il leader di PS Truban non sembra avere abbastanza mordente per convincere una parte degli elettori potenziali della coalizione. Štefančík ha inoltre commentato le scarse percentuali dei due partiti di riferimento della minoranza ungherese, che conta circa un decimo della popolazione nazionale. Secondo lui le due formazioni avrebbero dovuto cooperare con una alleanza elettorale. Non sarà una buona cosa se la minoranza ungherese non troverà rappresentanza in Parlamento dopo tanti anni, poiché potrebbero riattivarsi vecchie tensioni degli anni ’90.

(Red)

Illustr. BS

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