Volkswagen Slovakia impegnata a migliorare competitività

L’anno scorso la Volkswagen di Bratislava non ha avuto i suoi risultati migliori, ha ammesso lo stesso presidente del consiglio di amministrazione Oliver Grünberg parlando a Trend nei giorni scorsi. Del resto, il 2019 è stato una pessima annata per tutto il sistema automobilistico tedesco, la peggiore degli ultimi 20 anni. Il gruppo Volkswagen sta lavorando su una maggiore efficienza dei suoi investimenti, un fatto che riguarda anche i suoi stabilimenti slovacchi. Proprio oggi sono stati resi noti i primi risultati produttivi del 2019 delle case automobilistiche in Slovacchia, con oltre 1 milione e 100 mila auto prodotte, confermando per la Slovacchia la palma di primo paese produttore al mondo in rapporto alla popolazione.

Per l’impianto di Bratislava, uno dei fiori all’occhiello della casa di Wolfsburg, non è chiaro al momento quale sarà lo sviluppo nel futuro. Sarebbe finita l’era degli ingenti investimenti realizzati negli ultimi anni e mancano certezze sull’assegnazione della produzione dei nuovi modelli elettrici del gruppo, oltre alle piccole ibride di cui all’annuncio del mese scorso, e l’assemblaggio del modello suv Škoda Karoq che inizierà alla fine del 2020 sarà una soluzione solo temporanea. Con la Karoq, le linee di Bratislava produrranno otto modelli di cinque marchi del gruppo. Rimane irrisolta la questione Passat, la berlina Volkswagen la cui fabbricazione potrebbe passare alla Slovacchia a scapito della Turchia a causa dell’instabilità politica attuale. La decisione da parte della direzione centrale su Passat e anche Škoda Superb è stata rinviata a febbraio.

Lo stabilimento della capitale slovacca è anche impegnato a ridurre il carico di emissioni delle proprie automobili, dopo lo scandalo delle auto diesel che ha penalizzato l’immagine e le vendite del gruppo. Già oggi in Slovacchia si producono quattro modelli ibridi – due versioni della Porsche Cayenne che sono ibride elettriche plug-in (PHEV), e le Audi Q7 e Q8 in modalità mild hybrid (MHEV) – e presto dovrebbe aggiungersene un altro.

Grünberg, da poco arrivato al timone di Volkswagen Slovakia, dovrà lavorare su efficienza, competitività e redditività, un obiettivo ambizioso che prevede risultati migliori del 30% all’interno del grande piano di razionalizzazione del gruppo entro il 2025. Il grande complesso di Bratislava, a quasi trent’anni dal suo avvio, punterà a raggiungere il primo posto tra le fabbriche VW in Europa, dove oggi è seconda, e al terzo posto nel mondo.

Secondo Grünberg con le decisioni dell’ultimo periodo il governo ha peggiorato le condizioni di lavoro per le imprese, imponendo i voucher vacanza, aumentando i costi per il lavoro notturno e nel fine settimana e per il salario minimo, e rincarando le imposte sugli immobili. Sarebbero invece necessarie una riduzione del prelievo fiscale sia per i datori di lavoro che per i dipendenti e un aumento della flessibilità del lavoro. Una cosa positiva, ha detto, è il fatto di essere riusciti a concludere un nuovo contratto collettivo con i lavoratori, che prevede un leggero aumento dei salari ma assicura la stabilità aziendale nel medio termine.

(La Redazione)

Foto volkswagen.sk

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