Terza guerra mondiale: 5 volte in cui il mondo ha già rischiato grosso

Dopo l’inizio dell’operazione “Soleimani Martire“, in cui l‘Iran ha reagito all’assassinio da parte statunitense del generale Qassem Soleimani, dando il via alla sua “feroce vendetta” con un attacco missilistico contro le basi americane in Iraq, in molti stanno impropriamente parlando (e, in taluni casi, scrivendo) di Terza guerra mondiale. In rete, ad esempio, molti giovani americani in queste ore stanno cercando l’età per il reclutamento. Ovviamente l’espressione è del tutto fuorviante, nel senso che in nessun modo, al momento, è possibile ipotizzare un’evoluzione della crisi tra USA e Iran nel senso di un conflitto globale, soprattutto perché i due attori principali che potrebbero dare il via a un’escalation del genere – Cina e Russia – sono silenti e, con ogni probabilità, ci resteranno.

Iran-Usa e Terza guerra mondiale: le 5 volte che il mondo ha rischiato

Tuttavia lo scenario di crisi resta molto grave, al punto che ai più datati sono tornati alla mente altri momenti, in altre epoche, in cui dopo il secondo conflitto mondiale, il mondo è stato sull’orlo della Terza guerra mondiale. Momenti di alta gravità in cui davvero si è rischiato che le due superpotenze vincitrici della Seconda guerra mondiale, USA e URSS, trascinassero il resto del mondo in uno scenario apocalittico per tutta l’umanità. Ma quali sono state le occasioni, nel passato, in cui si è rischiato lo scoppio di una Terza guerra mondiale?

1. La Guerra di Corea rischia di scatenare una guerra

Il primo momento, all’indomani della Seconda guerra mondiale, in cui il mondo ha dovuto fare i conti con la possibilità di un nuovo, totale e devastante conflitto, bellico, è stato in occasione della guerra di Corea, in particolare tra il novembre 1950 e l’aprile del 1951. Quando il poderoso massiccio intervento delle truppe cinesi, in appoggio ai nordcoreani, provocò una grave crisi in seno alle forze delle Nazioni Unite. E il presidente americano Harry Truman – che aveva già sganciato la bomba atomica sul Giappone qualche anno prima – comunicò l’intenzione degli Stati Uniti di utilizzare qualsiasi mezzo, comprese le armi nucleari. Un piano americano segreto indicava quasi trenta obiettivi cinesi da colpire, il che avrebbe scatenato la reazione dei paesi alleati del grande paese asiatico e la conseguente guerra mondiale. Tuttavia, pressato dai suoi alleati occidentali, Truman accettò di risolvere la crisi coreana per vie diplomatiche.

2. La Crisi di Suez nel ’56: il mondo sull’orlo di una guerra

Quando, nel 1956, l’Egitto decise di bloccare il passaggio del canale di Suez a danno del Regno Unito, Francia ed Israele, seguì immediata la reazione di questi paesi. A cui a sua volta seguì l’intervento dell’Unione Sovietica e la pesante minaccia di intervenire al fianco del generale Nasser e dell’Egitto, minacciando l’uso di armi nucleari contro Francia e Gran Bretagna: “Se questa guerra non si ferma porta il pericolo di trasformarsi in una terza guerra mondiale” disse un ministro sovietico all’allora capo del governo inglese Antony Eden. Il mondo rischiò seriamente anche in questa occasione. Finché gli Stati Uniti riuscirono a convincere francesi e britannici a ritirarsi dall’Egitto, salvando ancora una volta l’umanità da una tragedia annunciata.

3. La Crisi dei missili di Cuba nel 1962

Probabilmente il momento in cui si è andati più vicini a un conflitto tra USA e URSS è stato nell’ottobre del 1962, con la famosa Crisi dei missili di Cuba. Il 22 ottobre il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy ordina ai suoi di istituire una quarantena navale su Cuba allo scopo di impedire l’installazione di ulteriori missili da parte dei sovietici, che avevano installato basi per missili dotati di testate nucleari ed in grado di colpire gli Stati Uniti. Questa azione provocò uno stato di massima tensione tra le due superpotenze mondiali. Il livello di allerta del comando americano, in quei giorni, salì al livello DEFCON2, appena un gradino sotto lo stato di guerra. Per fortuna, Kennedy e il leader dell’unione delle repubbliche socialiste sovietiche, Nikita Krusciov, trovarono un modo diplomatico per scongiurare che i falchi delle due diverse amministrazioni, trascinassero i due paesi – e dunque, il mondo – nell’abisso di una Terza guerra mondiale.

4. 1981: l’attentato a Reagan

Dopo l’attentato a Ronald Reagan del 30 marzo 1981, sospettando un complotto partorito dai servizi segreti sovietici, gli Stati Uniti aumentarono la presenza della propria flotta nel Pacifico, ma in seguito al chiarimento del fatto che si trattò di un gesto isolato, l’allerta rientrò.

5. L’URSS reagisce al test nucleare NATO

Più significativo fu il pericolo di un terzo conflitto mondiale, nei giorni tra l’8 e il 9 novembre del 1983, quando in seguito a un’esercitazione nucleare della NATO particolarmente aggressiva, i vertici dell’Unione Sovietica reagirono innalzando il livello d’allerta delle forze armate URSS, immaginando un attacco improvviso. Con ogni probabilità furono mobilitati bombardieri russi in Germania e Polonia, ma per fortuna non accadde nulla e la crisi rientrò.

Altri eventi, da allora, finanche dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, hanno visto il mondo avvicinarsi pericolosamente a conflitti su scala globale e più massiccia, potenzialmente capaci di innescare crisi tra le superpotenze mondiali. Di recente, con l’affacciarsi della Cina a livello di grande potenza mondiale, e la crescita in aggressività di alcuni Paesi militarmente molto dotati, lo scenario si è ulteriormente allargato e complicato. Quanto sta accadendo in questi giorni, dopo l’assassinio in Iraq, del generale iraniano Qassem Soleimani, e la reazione iraniana di queste ore, testimonia quanto l’equilibrio di pace a livello mondiale sia fragile. Resta tuttavia altamente improbabile, come detto, che da questo conflitto possa scaturire qualcosa di più grande, almeno secondo il giudizio dei più accreditati ed esperti internazionali.

(Fonte Fanpage cc by nc nd)

Foto pixabay CC0
US Navy CC0, pixabay CC0

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