Autotrasportatori in agitazione, oggi sciopero contro pedaggi e imposte

Oggi 7 gennaio, primo giorno lavorativo del 2020, si è svolto uno sciopero degli autotrasportatori in Slovacchia dichiarato dall’Unione degli autotrasportatori UNAS. Gli scioperanti lamentano le condizioni più difficili nell’esercitare la professione e le tasse sempre più alte – tra cui la tassa di circolazione, le accise e le imposte sugli oli minerali, ovvero i carburanti. Nel mirino di chi protesta anche la recente relazione della Corte dei conti (NKÚ), secondo cui quasi la metà dei pedaggi riscossi in Slovacchia finiscono sui conti della società privata che gestisce il sistema.

Problemi alla circolazione hanno riguardato in particolare la capitale Bratislava, in particolare nelle direttive di ingresso alla città da est e nord, nelle zone Zlaté piesy, Vajnorská, Galvaniho, Senecká cesta, Rožňavská. La polizia ha monitorato la situazione, che è rimasta sotto controllo, e avverte che anche domani potrebbero esserci problemi.

DOHLIADAME NA PRIEBEH OZNÁMENÉHO VEREJNÉHO ZHROMAŽDENIA

Uverejnil používateľ Polícia SR – Bratislavský kraj Utorok 7. januára 2020

L’UNAS rileva che lo sciopero è una soluzione estrema per un contesto imprenditoriale nel settore trasporti su strada in forte deterioramento. Tra le richieste c’è una riduzione del 50% della tassa di circolazione e la sospensione della riscossione dei pedaggi fino alla nomina del nuovo gestore, che secondo la Società delle autostrade nazionali (NDS) dovrebbe essere scelto con una gara pubblica internazionale da lanciare nel 2022, quando scadrà il contratto con l’attuale contestato amministratore dei pedaggi, SkyToll.

Se le sue richieste non saranno esaudite, UNAS minaccia di paralizzare il trasporto di merci su strada in Slovacchia, con conseguenze imprevedibili. «I politici dovrebbero rendersi conto che gli aumenti dei costi dei trasportatori si tradurranno anche in una crescita dei prezzi al consumo», ha aggiunto UNAS, che chiede per gli autostrasportatori di «vivere con dignità in Slovacchia e non essere costretti a scappare all’estero».

Uverejnil používateľ Polícia SR – Bratislavský kraj Utorok 7. januára 2020

Sulla questione il ministero delle Finanze non sembra essere disponibile. L’incidenza delle entrate per tasse e altri oneri sul trasporto stradale sono pari al 2,3% del PIL, in linea con gli altri paesi dell’UE, dicono al ministero, e ridurre l’imposta sui veicoli a motore «significherebbe una perdita di entrate di circa 35 milioni di euro». Una cosa che non è all’ordine del giorno, anche perché andrebbe compensata da un relativo aumento delle imposte per gli altri automobilisti. Il ministero ritiene lo sciopero ingiustificato e accusa UNAS di aver tirato fuori la questione solo nella campagna elettorale in corso senza avere mai rivendicato le proprie richieste in precedenza.

Pur sostenendo le ragioni dietro lo sciopero, l’Associazione slovacca dei vettori stradali Česmad, che è la più grande organizzazione del settore, ha deciso di non seguire la strada dello scontro con il governo e preferisce invece negoziare con primo ministro e ministro delle Finanze, cui ha scritto una lettera aperta per una richiesta di incontro. Il settore dei trasporti su strada dà lavoro in Slovacchia a quasi 60.000 persone e genera il 4,8% del PIL del paese, ma è da tempo colpito da problemi di lungo corso che ne diminuiscono la competitività rispetto ai colleghi dei paesi vicini.

(Red)

Foto FB/KRPZBA

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.