Iniziato il processo per l’omicidio Kuciak. Prima udienza contro Kočner e la squadra di fuoco il 13 gennaio

Un senato del Tribunale penale specializzato di Pezinok presieduto dal giudice Ružena Sabová ha accettato giovedì le accuse contro quattro imputati relativamente agli omicidi del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová avvenuto il 21 febbraio 2018. L’udienza preliminare del processo, che il 19 dicembre ha visto per la prima volta insieme l’uomo d’affari Marián Kočner, accusato di essere il mandante, con tre persone del gruppo operativo e di fuoco che ha materialmente eseguito l’omicidio, ha fissato per il 13 gennaio 2020 l’audizione principale del processo. Il Tribunale speciale ha stabilito che le trascrizioni di Threema rilasciate dai media negli ultimi mesi non verranno utilizzate come prove contro gli imputati.

Insieme a Kočner erano alla sbarra la sua ‘collaboratrice’ Alena Zsuzsová, e i due che hanno agito fisicamente sulla scena del delitto a Veľká Mača, villaggio della regione di Trnava dove Kuciak aveva casa: Tomáš Szabo, ex investigatore di polizia che avrebbe fatto da basista, accompagnando e andando a prelevare suo cugino Miroslav Marček, ex militare, il killer reo confesso dei due giovani Ján e Martina che con una operazione di tipo militare ha fatto irruzione nella loro casa freddando con una 9 millimetri di provenienza ungherese prima l’una e poi l’altro.  Secondo l’accusa, Kočner ha ordinato l’omicidio di Kuciak ad Alena Zsuzsová alla fine del 2017 per vendicarsi degli articoli scritti da Kuciak sulle sue attività economiche di natura criminale. Tutti e quattro gli imputati hanno rifiutato l’offerta di un patteggiamento, confermando la scelta davanti alla corte. In questo processo agiranno eccezionalmente due pubblici ministeri incaricati della supervisione delle indagini, Vladimír Turan e Juraj Novocký, entrambi procuratori della Procura speciale.

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Rimane fuori da questo processo, seppure anch’egli accusato, l’intermediario Zoltán Andrusko, l’unico del gruppo che ha collaborato fin dall’arresto nel settembre 2018 e che dovrebbe ottenere un consistente sconto di pena grazie al patteggiamento, che verrà discusso da un altro senato presso la stessa corte il 30 dicembre. Anche le famiglie delle vittime non hanno rilievi da fare riguardo al patteggiamento di Andrusko, e ammettono che il suo contributo alle indagini è stato di fondamentale importanza. Anche il suo processo si svolgerà in sede separata.

L’udienza preliminare ha comportato un esame delle accuse e della legalità delle prove. La corte ha concordato con la proposta della procura relativa all’estensione delle prove, ad eccezione delle prove ritirate in precedenza dal pubblico ministero. Le accuse riguardano in totale sei crimini: a parte gli omicidi di Kuciak e della fidanzata, ci sono anche l’assassinio dell’imprenditore Peter Molnár di Kolárovo (regione di Nitra), che sarebbe stato ucciso da Marček e Szabó durante un tentativo fallito di rapinarlo nel 2016, e quattro reati di possesso di armi illegali. Il fascicolo di indagine è composto da 25.000 pagine, e l’accusa di 93. Il pubblico ministero ha richiesto l’intervento al processo di 24 testimoni e diversi esperti, oltre alla lettura delle testimonianze scritte di altri 49 persone. Le indagini hanno visto il coinvolgimento attivo di Europol e di investigatori e specialisti italiani.

Alena Zsuzsová è anche imputata di un altro omicidio, insieme ad altre due persone. Proprio oggi un investigatore della NAKA ha concluso l’inchiesta sull’omicidio dell’ex sindaco di Hurbanovo László Basternák. Il politico del partito etnico ungherese SMK fu assassinato il 9 luglio 2010 davanti alla sua casa da Štefan Kaluz con un colpo di fucile da caccia. Mentre l’assassino fuggiva il figlio della vittima aprì il fuoco con la sua pistola e colpì Kaluz al gomito, che fu condannato a 25 anni in carcere di massima sicurezza. Fino ad oggi i suoi complici erano sconosciuti, così come il mandante. La proposta di accusa nel procedimento penale, presentata alla Procura speciale, vede come imputati la Zsuzsová, Roman O. e Vladimír M.

Kočner è attualmente soggetto ad altri procedimenti penali per evasione fiscale, falsificazione di titoli di credito, ricatti e operazioni finanziarie sospette. Kočner e Zsuzsová si sono dichiarati non colpevoli, mentre Marček ha confessato di essere l’autore dei delitti, mentre almeno nel caso di Kuciak gli investigatori avevano immaginato che fosse Tomáš Szabo il colpevole. Se la loro colpevolezza venisse confermata, i sospettati rischiano condanne carcerarie tra 25 anni e l’ergastolo.

Questo processo viene considerato il più significativo della storia della Slovacchia, e nasce sotto la grande attenzione di media numerosi media in Europa e negli Stati Uniti. Per seguire l’udienza preliminare si sono accreditati presso il Tribunale specializzato numerosi giornalisti slovacchi e stranieri, tra i quali testate dagli Stati Uniti, Francia, Germania, Belgio, Polonia e Repubblica Ceca. Gli Usa la scorsa settimana hanno imposto sanzioni a sei società di proprietà di Kočner per violazione dei diritti umani e corruzione (applicando la legge chiamata Global Magnitsky Act). Gli analisti politici considerano questo processo un test importante prima delle elezioni generali per l’indipendenza della polizia e del sistema giudiziario slovacchi. L’indagine ha rivelato legami molto stretti tra Kočner e diversi funzionari pubblici, e un vasto utilizzi di metodi corruttivi. Lo scandalo dovuto alle relazioni pericolose con Kočner ha portato, tra le altre cose, alle dimissioni del vicepresidente del parlamento Martin Glváč e del vice ministro alla Giustizia Monika Jankovská, oltre alla autosospensione, a sanzioni disciplinari o alle dimissioni di un certo numero di giudici e procuratori.

(La Redazione)

Foto: frame da video SME
.Jozef Kotulič cc by sa

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