Moratoria per i sondaggi, legge sospesa dalla Corte costituzionale

Con velocità sorprendente per i tempi solitamente lunghi delle sue sentenze, la Corte costituzionale ha discusso e dato un primo giudizio sul disegno di legge che impone una moratoria elettorale di 50 giorni prima del voto per la pubblicazione di sondaggi politici. La presidente Zuzana Čaputová si era rivolta alla corte appena pochi giorni fa. I giudici in plenaria hanno deciso il 18 dicembre che tratteranno la questione dell’incostituzionalità del provvedimento in un’altra sessione, ma per il momento i suoi effetti sono sospesi, come aveva auspicato il capo dello Stato. Ciò vuol dire che il divieto non entrerà in vigore il 10 gennaio 2020 se la corte non si pronuncerà prima.

L’emendamento è stato approvato a fine ottobre con i voti dei deputati dei partiti Smer-SD e SNS della coalizione, e di quelli della destra estrema, l’ĽSNS di Kotleba. Contrari i parlamentari del terzo partito di governo, Most-Hid, e del resto dell’opposizione. Critiche alla legge sono venute anche da esperti, politologi e media. Dopo il rifiuto della presidente Čaputová di firmare il decreto, i legislatori il 26 novembre hanno riapprovato la legge superando in questo modo il veto presidenziale e rendento l’atto immediatamente efficace. Per presentare la mozione di incostituzionalità alla Corte costituzionale la presidente ha atteso che l’emendamento fosse pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

(Red)

Foto ustavnysud.sk

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