UE, risparmi su pagamenti transfrontalieri per paesi fuori dall’Eurozona

A partire dal 16 dicembre, i consumatori e le imprese negli Stati membri dell’UE non appartenenti alla zona euro potranno effettuare pagamenti transfrontalieri in euro a costi inferiori. Con le nuove norme UE, infatti, tutti i pagamenti transfrontalieri in euro negli Stati non-euro — Bulgaria, Croazia, Danimarca, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Regno Unito – e in Islanda, Liechtenstein e Norvegia, avranno il medesimo costo di quelli nazionali.

Ad esempio, d’ora in poi per inviare euro all’estero un consumatore ceco pagherà le stesse commissioni applicate a un bonifico in corone all’interno del suo paese. In altre parole, le commissioni per i pagamenti transfrontalieri in euro saranno molto basse o addirittura nulle.

La Commissione monitorerà l’applicazione delle nuove norme e collaborerà strettamente con le autorità nazionali competenti per garantirne la corretta attuazione. Definite nel regolamento (UE) 2019/518, le nuove norme si iscrivono nel contesto più ampio degli sforzi della Commissione per migliorare l’accesso dei consumatori ai servizi finanziari e per abbassarne i costi, come stabilito nel piano d’azione riguardante i servizi finanziari destinati ai consumatori del marzo 2017. Il prossimo passo, previsto per aprile 2020, consisterà nell’applicazione di ulteriori disposizioni che consentiranno ai consumatori dell’UE di confrontare le commissioni di conversione valutaria al momento di effettuare pagamenti con carta in un’altra valuta dell’UE.

(aise)

Foto Marco Verch cc by

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