Čaputová accetta le dimissioni del ministro Kalavská e avverte: urgente agire nella sanità o sarà sempre peggio

Oggi la presidente Zuzana Čaputová ha accettato le dimissioni del ministro della Salute Andrea Kalavská e ha nominato ad interim a capo del ministero il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD). La presidente non ha voluto interferire con la decisione della ministra perché, ha detto, «se i membri del governo si dimettono, non è compito del presidente costringerli a rimanere», e poi «capisco le motivazioni citate dalla signora Kalavská». Čaputová ha sottolineato che la ministra intendeva cambiare la direzione del sistema sanitario slovacco, e non soltanto mantenere uno status quo che non sta bene a nessuno, e l’ha voluta ringraziare «perché sono convinta che fosse un’aspirazione giusta e ben giustificata». Capisco la sua delusione, ha detto, ricordando che non si è trattato solo di un mancato sostegno politico alla sua riforma ospedaliera, ma «anche su una questione così fondamentale come le vaccinazioni obbligatorie».

«Se è vero che negli ultimi anni molto è stato investito nell’acquisto di attrezzature mediche, alcuni ospedali sono stati ristrutturati, vengono acquistati nuovi letti più moderni, questi miglioramenti non sono sufficienti per determinare il cambiamento di cui la Slovacchia ha bisogno. Le statistiche mostrano che il numero di morti evitabili è troppo alto nel nostro paese», «quasi due volte e mezzo più della media nei paesi più avanzati dell’Unione europea». Se potessimo raggiungere anche solo il livello degli altri paesi di Visegrad, avremmo 1.300 morti in meno all’anno, ha sottolineato la presidente, «È nostro dovere perseguire una politica che riduca la mortalità, che si evita con un trattamento [sanitario] tempestivo ed efficace».

Pred krátkou chvíľou som prijala demisiu ministerky zdravotníctva Andrey Kalavskej a poverila vedením rezortu…

Uverejnil používateľ Zuzana Čaputová Utorok 17. decembra 2019

«Sappiamo che la situazione nel settore potrebbe deteriorarsi in modo significativo se non venisse intrapresa alcuna azione importante», avverte Čaputová. «Se ora mancano più di 2.600 medici e più di 3.000 infermieri nelle nostre strutture sanitarie, con questo trend entro 5 anni ci mancheranno più di 12.000 operatori sanitari. Anche un solo lavoratore mancante [nel settore] costituisce una potenziale minaccia alla qualità dell’assistenza sanitaria».

Kalavská, già sottosegretaria al ministero e candidata a guidarlo dal partito Smer-SD, ha deciso di lasciare il suo incarico il 9 dicembre. Pochi giorni prima il governo aveva ritirato dall’agenda del Parlamento il suo disegno di legge sulla riforma ospedaliera, la cosiddetta stratificazione degli ospedali che mirava a migliorare l’assistenza sanitaria nel paese specializzando le grandi strutture sanitarie regionali. Il provvedimento era stato passato dal governo, ed era sostenuto dal primo ministro Pellegrini, ma ha trovato l’ostilità del presidente di Smer-SD Robert Fico e del Partito nazionale slovacco, facendogli mancare il consenso politico nella maggioranza.

(Red)

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