Slovacchia approva accordo neutralità climatica UE 2050, ma con l’energia nucleare

Oggi i leader dei 26 paesi membri dell’Unione europea (senza il Regno Unito) hanno concordato nel vertice che si è svolto a Bruxelles il piano per la neutralità climatica entro il 2050. La Polonia si è astenuta dall’accordo prendendo tempo fino a giugno 2020 a causa della sua elevata dipendenza dal carbone, e la Repubblica Ceca ha espresso obiezioni. La Slovacchia, che è a favore del piano e che ha dichiarato più volte il suo obiettivo di raggiungere emissioni zero entro tre decenni, sostiene l’opinione della Repubblica Ceca sul fatto che il raggiungimento della neutralità del carbonio è possibile solo con l’uso dell’energia nucleare. Parlando prima del vertice il premier ceco Andrej Babiš ha affermato che Praga è pronta a intraprendere un percorso di neutralità del carbonio se viene messa in grado di costruire nuove centrali nucleari.

Pellegrini ha sottolineato che per la Slovacchia è importante che rimanga valida la formulazione secondo cui gli Stati membri possono mantenere la loro “neutralità tecnologica” nel raggiungimento degli obiettivi di neutralità del carbonio. Vale a dire, tra le altre cose, che ogni paese possa in autonomia decidere quale sarà il proprio mix energetico, cioè il modo in cui decide di produrre energia elettrica. Il primo ministro slovacco ha osservato, rispondendo ai giornalisti, che la Slovacchia è il secondo produttore più importante di energia nucleare dopo la Francia in termini di percentuale di energia domestica totale generata dalle centrali nucleari. E che anche la Francia è di questa idea, insieme ad alcuni altri paesi che intendono mantenere attive le loro centrali a energia atomica.

(Red)

Foto © European Union

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