Il ministro della sanità Andrea Kalavská ha confermato che si dimetterà

A nulla è valso il tentativo del primo ministro di farle cambiare idea: il ministro della Salute Andrea Kalavská (nominata alla carica dal partito Smer-SD) ha deciso di dimettersi dal suo incarico, dopo avere offerto la sua poltrona al premier il 4 dicembre in seguito al reiterato ritiro dal dibattito parlamentare del suo disegno di legge di riforma ospedaliero da parte del governo. Kalavská  si lamentava di come l’aveva tratta il partito Smer, un modo che lei considera non appropriato per un proprio ministro.

Kalavská aveva accettato di incontrare il 5 dicembre il primo ministro Pellegrini, vicepresidente di Smer-SD. Questi ha detto che godeva del suo pieno sostegno e avrebbe voluto che rimanesse, ma il ministro non ha sentito ragioni e ha confermato con una lettera le sue dimissioni alla presidente della Repubblica Zuzana Čaputová, che si occuperà della questione non appena possibile, una volta rientrata al lavoro dalla malattia che le ha fatto cancellare in questi giorni numerosi appuntamenti. Peter Pellegrini ha preso atto della decisione del ministro e informerà la presidente del fatto di volerla sostituire al più presto.

Lunedì il ministro aveva rimproverato il Parlamento per non avere approvato diverse proposte di legge emesse dal suo ministero, tra le quali una sulle vaccinazioni infantili obbligatorie, accusando i legislatori di non dare la dovuta attenzione alla salute pubblica, e forse nemmeno di degnarsi di leggere i disegni di legge che ha presentato. Tra l’altro, in quella proposta sui vaccini c’era anche una misura per combattere le epidemie, e Kalavská ha ricordato che non solo l’intera Europa ma anche intere regioni della Slovacchia sono attualmente alle prese con una epidemia di morbillo di vaste proporzioni. «Lo Stato sta osservando inerme questo fenomeno», senza prendere provvedimenti, ma quando c’è un’epidemia e gli ospedali non sono in grado di tenere il passo, «si rivolge al ministero della Sanità».

A margine del consiglio dei ministri odierno, stuzzicata dai giornalisti, la ministra ha risposto che si dimette specialmente a causa delle dichiarazioni che il capo di Smer-SD Robert Fico ha fatto su di lei, come quando ha detto che la ministra non ha il brevetto sui cervelli e che dovrebbe capire che i parlamentari non sono suoi servi e non agiranno come vuole lei. Proprio con Fico ha avuto i suoi maggiori problemi: in estate aveva annunciato che il partito Smer avrebbe sostenuto il progetto di riforma ospedaliera solo in forma di legge costituzionale, temendo ripercussioni elettorali dovute alla probabile chiusura di alcuni reparti ospedalieri. Fico aveva anche detto che se la riforma non fosse passata Kalavská avrebbe dovuto prendere provvedimenti sul suo futuro in politica.

Riguardo alla sua poltrona, Kalavská ha notato che la cosa migliore sarebbe se dopo le sue dimissioni fosse il primo ministro Pellegrini ad assumere l’interim sul ministero della Salute, senza pensare a un sostituto ad appena due mesi dalle elezioni. Pur non pentita di essere entrata in politica, la ministra per il suo futuro prevede un ritorno alla medicina, anche se «mai dire mai», e in ogni caso «probabilmente non con Smer».

Kalavská, medico e insegnante universitaria, è stata sottosegretario al ministero della Salute dal 2016, promossa alla carica di ministro nel marzo 2018 dopo il rimpasto seguito alle dimissioni del premier Robert Fico e del ministro degli Interni Robert Kaliňák.

(Red)

Foto FB/MZSR

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.