Prešov: otto le vittime dello scoppio nel condominio. Arresti e incriminazioni

Dopo la tragica esplosione di gas che venerdì 6 dicembre ha causato otto morti e una quarantina di feriti in un edificio di dodici piani a Prešov, la polizia ha effettuato una serie di arresti. Secondo Jan Goliáš, direttore dei vigili del fuoco regionali, le cause dell’esplosione sono presumibilmente da addebitarsi a lavori di rifacimento delle linee del gas nel 2017 che non furono però autorizzati dagli ispettori dei pompieri. Proprio la violazione delle norme di sicurezza per questo tipo di lavori avrebbe potuto causare il crollo delle scale interne dell’edificio, impedendo ai vigili del fuoco di evacuare immediatamente i residenti. Gli ultimi quattro piani dell’edificio sono stati completamente distrutti e la stabilità dell’intero palazzo è stata gravemente compromessa. I lavori eseguiti avrebbero violate alcune norme, e in questo modo si potrebbe aver causato il crollo della scala, che ha impedito ai pompieri di evacuare le persone velocemente. Secondo Goliáš almeno un piano dovrà essere demolito, poiché rappresenta un pericolo per gli altri piani. L’esplosione ha inoltre rotto le finestre degli edifici circostanti, danneggiato le auto parcheggiate vicino al condominio e creato seri problemi al traffico cittadino.

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Pondelok 9. decembra 2019

Nel condominio vivevano 96 persone, che sono state evacuate durante le tre ore successive all’esplosione. In totale, sono stati fatti uscire di casa precauzionalmente 220 residenti dell’area. Un certo numero di questi ha potuto fare ritorno alle proprie abitazioni dopo che i vigili del fuoco hanno potuto esaminare la situazione nei loro alloggi.

L’esplosione, causata da una fuga di gas, è avvenuta venerdì 6 dicembre poco dopo mezzogiorno in un edificio di 12 piani al numero 7 di via Mukačevská. Intervenuti sul posto tutti i pompieri del presidio di Prešov, e altre squadre sono convenute da Sabinov, Košice, Levoča, Bardejov, Lipany, Hanušovce nad Topľou. Oltre a un centinaio di poliziotti e numerose ambulanze e medici e paramedici e sono state chiamate anche unità specializzate nella ricerca di persone scomparse dalle basi di Humenné, Žilina e Košice.

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L’incendio ha messo a dura prova i vigili del fuoco a causa della difficoltà di raggiungere le persone intrappolate ai piani superiori e sul tetto, e dalla pioggia gelata che ha ostacolato le operazioni e impedito il decollo degli elicotteri di salvataggio. Per accedere all’edificio è stato inoltre necessario anche tagliare gli alberi circostanti. Le ultime fiamme sono state spente solo sabato mattina. Venerdì sera il bilancio delle vittime era fermo a cinque, ma si temeva di trovarne altre all’interno dei piani interessati maggiormente dallo scoppio e il successivo incendio. Sabato il comune aveva dichiarato che le vittime erano nove, ma poi il numero finale si è ridotto a otto.

Il sindaco di Prešov Andrea Turčanová ha dichiarato lo stato di emergenza cittadino alle 12.35 di venerdì e aperto un comitato di crisi. Più tardi ha pubblicato sul proprio sito web il numero di un conto corrente sul quale si possono fare donazioni a favore dei residenti e delle famiglie rimaste senza casa. «Questa è la peggior tragedia a Prešov negli ultimi 50 anni», ha dichiarato il sindaco, ricordando che nel 1974 un’esplosione di gas su via Zápotocky aveva fatto nove morti. Intanto era partita la corsa di solidarietà degli slovacchi, con l’apertura di un gruppo Facebook in cui le persone hanno iniziato a raccogliere aiuti alimentari, abiti e offerte di alloggio per i colpiti dal disastro. Molti cittadini, organizzazioni di volontariato come la Croce Rossa locale e le catene commerciali sono state attivate per fornire cibo e vestiti e offrire alloggio.

Il primo ministro Peter Pellegrini, accorso sul posto come alcuni altri ministri del suo esecutivo, ha promesso lo stanziamento immediato dalla sua riserva di un milione di euro per la città di Prešov, da usarsi principalmente per stabilizzare l’edificio e aiutare le famiglie che hanno perso la casa. Pellegrini ha dichiarato di essere pronto ad aumentare la somma se si rivelasse non sufficiente. Il ministero delle Finanze ha eseguito il versamento lunedì mattina. Il consiglio della regione autonoma di Prešov ha approvato oggi una mozione per stanziare 50mila per le prime necessità degli sfollati, e la regione di Košice 100mila, mentre la presidente Zuzana Čaputová ha messo a disposizione 5mila euro del suo fondo riserva e offerto ospitalità per Natale e anche oltre ad alcune delle famiglie sfollate nella residenza presidenziale di Tatranská Javorina.

Il ministero della Difesa, che aveva inviato sul posto un contingente di soldati della seconda brigata meccanizzata delle Forze armate, ha organizzato un alloggio per 55 persone in un rifugio a Prešov, 80 letti da campo in una palestra e diversi letti nell’ospedale militare Ružomberok nella regione di Žilina.

(La Redazione)

Foto FB/Hazz,
FB/policiaslovakia

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