La polizia accusa l’ex presidente Kiska di frode fiscale per la sua campagna 2013

All’inizio della settimana scorsa un investigatore dell’Agenzia nazionale anticrimine (NAKA) ha sporto denuncia contro l’ex presidente Andrej Kiska, accusandolo di avere perpetrato una frode fiscale nel finanziamento della sua campagna presidenziale nel 2013. Il fatto è stato confermato dal portavoce della polizia, secondo il quale una persona che ufficialmente vie solo indicata come “Ing. Andrej K.” ha «presumibilmente commesso una frode fiscale come amministratore di una società commerciale nel 2013-14. La frode è correlata a documenti fiscali contabili per la pre-campagna e la campagna elettorale presidenziale nei conti della società». Nel testo si evidenzia che l’attività in questione «non faceva parte delle attività dell’azienda». L’accusa è stata elevata dopo un processo di raccolta di prove e interrogatorio di testimoni, e si basa «principalmente sui risultati di opinioni di esperti e prove documentali garantite».

ZNALECKÉ POSUDKY POUKAZUJÚ NA ZLOČIN DAŇOVÉHO PODVODUV utorok 3. decembra vyšetrovateľ národnej kriminálnej agentúry…

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky Piatok 6. decembra 2019

Kiska ha commentato l’azione della polizia dicendo che fa parte di una «sporca campagna politica» ed è «una prova che a governare la Slovacchia c’è una mafia politica e ricattatoria». Kiska ha puntato il dito contro il leader di Smer-SD Robert Fico. «Mi ha avvertito che sarebbe successo quando [come presidente] ho rifiutato di nominarlo alla Corte costituzionale a febbraio», ha detto l’ex capo dello Stato.

Kiska ha sottolineato che “la polizia di Fico” ha cambiato tre investigatori nel suo caso nel giro di due anni. «Dato che i primi due non vedevano motivi per perseguire penalmente [il caso], ne hanno nominato un terzo. C’è bisogno di ulteriori commenti?» ha dichiarato. Kiska ha poi chiesto retoricamente perché non sono state perseguite anche altre persone coinvolte di recente negli scandali, tra cui l’uomo d’affari di Nitra Norbert Bödör, l’ex procuratore generale Dobroslav Trnka, l’ex ministro delle Finanze e dei Trasporti di Smer-SD Ján Počiatek e l’ex leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Ján Slota.

La società KTAG s.r.o., in cui il presidente figura tuttora come socio insieme al fratello Jaroslav, è stata oggetto di indagini in passato. Nel 2017 la polizia aveva interrotto un’indagine dopo che si era chiarito che la società aveva pagato le tasse precedentemente eluse e la conseguente sanzione. In seguito si è occupata del caso l’Agenzia anticrimine nazionale NAKA. La società ha chiesto un rimborso illegittimo di IVA per 155.633 euro, somma che la società ha registrato a credito grazie alla contabilizzazione delle spese per la campagna presidenziale del 2014 di Kiska, finanziate dalla società e che l’autorità fiscale rifiutò di riconoscere. Si trattava del resto di una procedura vietata dalla legge, e Kiska più volte ha dichiarato che le spese per la campagna elettorale le aveva pagate di tasca sua. Kiska rimase fuori dall’indagine in quanto godeva dell’immunità come capo dello Stato, fino a che nel giugno di quest’anno ha passato il testimone a Zuzana Čaputová. In passato egli era stato amministratore della società.

(Red)

Foto prezident.sk

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