Il 2020 sarà un anno rivelatore per gli investitori in Slovacchia

Fino all’inizio dell’anno gli analisti economici erano piuttosto ottimisti sugli sviluppi della crescita in Slovacchia. Tra le ragioni a sostegno di questa tesi c’era l’arrivo del quarto impianto automobilistico, la Jaguar Land Rover (JLR), che giusto un anno fa apriva la produzione di serie nel suo stabilimento vicino a Nitra. Ma il 2019 si è dimostrato nei fatti un anno molto meno positivo delle previsioni. Pochi giorni fa l’Ufficio di Statistica ha confermato che la crescita dell’economia slovacca nel terzo trimestre 2019 si è ridotta all’1,3% su base annua, ovvero l’1,8% dopo l’aggiustamento stagionale (lo 0,4% in più del trimestre precedente). Un ritmo decisamente rallentato negli ultimi trimestri, considerando che all’inizio di quest’anno il PIL cresceva a una percentuale vicina al 4%, nota nel suo commento settimanale sulla newsletter Weekly Notes il capo analista di UniCredit Bank Ľubomír Koršňák. Una frenata dovuta principalmente alla ridotta velocità della domanda esterna, ma probabilmente aggravato anche da problemi strutturali interni che hanno come risultato una perdita di competitività dell’economia slovacca.

Nel terzo trimestre l’economia slovacca ha registrato la crescita più lenta di tutti i paesi dell’UE nella regione CEE. E questo nonostante quello che Koršňák definisce «lo shock dell’offerta nell’industria automobilistica» dovuta alla produzione JLR, che si è dimostrata non essere in grado di proteggere il settore automobilistico, ma anche l’intera economia, dalle influenze esterne. La crescita del PIL nel terzo trimestre è stata trainata esclusivamente dalla domanda interna, come del resto era previsto, mentre le esportazioni nette hanno ridotto la crescita del PIL fino a 3 punti percentuali nel trimestre.

Nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle vendite di veicoli, e ottobre si è rivelato un mese migliore degli altri con più di 1.180.000 auto nuove vendute nell’UE, ma l’aumento delle vendite non ha sciolto i nodi di un pacchetto ordini che ancora non è soddisfacente per le fabbriche di automobili e i loro subappaltatori che hanno la produzione in Slovacchia. Secondo gli esperti il problema potrebbe venire dalla rete di fornitori slovacchi che sta perdendo competitività e rischia di essere sopravanzata dalla forte concorrenza dei loro omologhi che hanno principalmente sede in Ungheria.

Le prospettive a breve non sono troppo rosee. Rispetto al passato i dirigenti delle società industriali vedono l’acquisizione di nuovi ordini più complicata, e in questo contesto una società su tre sta considerando una riduzione di personale. Oggi 600 aziende tedesche danno lavoro a 140 mila persone in Slovacchia, e la fabbrica Volkwagen di Bratislava potrebbe assumere nuovi dipendenti l’anno prossimo se il gruppo deciderà (una scelta attesa entro fine anno) di abbandonare la costruzione di un nuovo impianto in Turchia, a causa delle mutate condizioni geopolitiche del paese, e spostare in Slovacchia la produzione di modelli Volkswagen Passat e Škoda Superb. Gli investitori tedeschi sono comunque ancora ottimisti e non prevedono un’alterazione significativa della situazione economica in Slovacchia.

(Fonte UniCredit Bank Weekly Notes)

Foto Kia.sk

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.