Cento anni fa la prima volta della Slovacchia indipendente

Nell’estate di cento anni fa nasceva e moriva in poche settimane il primo tentativo di staccare la Slovacchia dalla neonata Repubblica Cecoslovacca. A seguito della salita al potere in Ungheria di Bèla Kun, comunista di stretta osservanza sovietica, fu creata la Repubblica Sovietica d’Ungheria, che iniziò subito un’aggressiva campagna di recupero territoriale per riportare l’Ungheria ai vecchi confini anteguerra. L’esercito rosso ungherese occupò buona parte del territorio slovacco.

In questo quadro, il giornalista ceco Antonín Janoušek, riuniti il 16 giugno 1919 a Prešov i rappresentanti dell’ortodossia comunista slovacca, proclamò nei territori occupati dagli uomini di Bèla Kun la nascita della Repubblica Sovietica Slovacca (Slovenská republika rád), il cui governo seguiva strettamente i principi leninisti della dittatura del proletariato, ponendo come capitale la stessa Prešov.

La Repubblica sovietica slovacca, 1919

Il presidente cecoslovacco Masaryk, supportato dagli Stati dell’Intesa, avviava un’energica azione militare, condotta da truppe cecoslovacche comandate da ufficiali italiani, al cui vertice il governo di Roma aveva posto il generale Luigi Piccione.

Ripreso il controllo del territorio, la prima esperienza di una Slovacchia indipendente a meno di un mese dalla sua creazione era concluso, come anche il governo ungherese di Bèla Kun.

La Slovacchia costituirà per la seconda volta uno Stato indipendente, questa volta di segno opposto, nel 1939 con monsignor Tiso, che sarà fedele alleato dell’Asse, condividendone la rovinosa sorte (finirà impiccato).

Solo nel 1993 la Slovacchia proclamerà in modo pacifico la propria indipendenza in accordo con i fratelli cechi.

(Fonte FB/Tutto.Brno)

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Foto: Dichiarazione della Repubblica sovietica slovacca il 16 giugno 1919 a Prešov (foto wikipedia)
Sotto: in arancio il territorio della Repubblica Sovietica Slovacca (foto Kovács Ádám cc by sa)

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