Il Parlamento invita l’UE a non ratificare la Convenzione di Istanbul

Il Parlamento ha adottato ieri con il voto di 93 deputati (su 135 presenti) una risoluzione nella quale invita il governo a comunicare alla Corte di giustizia dell’Unione europea e alle istituzioni dell’Unione che la Slovacchia respinge la Convenzione di Istanbul, più precisamente la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione della violenza contro le donne e la violenza domestica. I parlamentari non accettano che tale documeto, che è stato fonte di forti polemiche, vincoli legalmente la Slovacchia. Il Parlamento aveva già rifiutato la Convenzione nel marzo di quest’anno e ora fa pressioni sul resto dell’UE perché non la ratifichi. Anche in questo caso l’iniziativa è stata dei parlamentari del Partito nazionale slovacco (SNS), che considerano la Convenzione un grimaldello che consentirebbe l’imposizione di una sorta di uguaglianza di genere e di ideologia di genere nel paese. Il Parlamento europeo ha invitato la Slovacchia ed altri sei paesi che ancora non l’hanno fatto (soprattutto Stati dell’Europa centro-orientale, come Repubblica Ceca ed Ungheria, ma anche il Regno Unito) ad adottarla rapidamente. Sulla pagina facebook del Partito nazionale si legge: «SNS si oppone fondamentalmente all’ideologia di GENERE. SNS si opporrà sempre al dettato di Bruxelles, che implementa implicitamente la Convenzione di Istanbul nel nostro ordinamento giuridico».

❗️ISTANBULSKÝ DOHOVOR = GENDER IDEOLÓGIA = STOP❌🚨SNS je zásadne proti GENDER ideológii. SNS bude vždy proti diktátu…

Uverejnil používateľ Slovenská národná strana Štvrtok 28. novembra 2019

Il documento approvato dal Parlamento esorta il governo a «sfruttare tutte le possibilità» di azione contro l’UE e le istituzioni del Consiglio d’Europa per attuare la risoluzione e prevenire eventuali obblighi previsti dalla Convenzione di Istanbul che non sono previsti dalla legge slovacca.

Il segretario generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejcinovic Buric, ha criticato come «un passo indietro» la decisione del Parlamento slovacco. «I governi europei dovrebbero fare di più per porre fine alla violenza contro le donne, non di meno», ha dichiarato. invitando «tutti i politici responsabili a livello nazionale … a dissipare idee sbagliate e incomprensioni sulla convenzione».

La Convenzione di Istanbul, approvata dal Consiglio d’Europa nel 2011, è l’accordo internazionale più completo sulla lotta alla violenza perpetrata contro le donne. Valido dall’agosto 2014, il documento è stato firmato dal Parlamento europeo nel giugno 2017, ma per entrare in vigore sul territorio dell’Unione deve tuttavia essere ratificato dai parlamenti nazionali. Fino ad oggi 34 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno ratificato il trattato. La Slovacchia aveva aderito alla Convenzione di Istanbul nel 2011 con il governo di centro-destra di Iveta Radičová (2010-2012), ma non l’aveva ratificata. Ad irritare i partiti della coalizione di governo è la definizione inserita nella convenzione di genere sessuale, che non è basata sulla denotazione biologica ma sul comportamento sociale, e quella di matrimonio, che è in conflitto con la formulazione inserita nella Costituzione slovacca alcuni anni fa. Questa, stabilisce che il matrimonio è unicamente una unione tra un uomo e una donna, come da emendamento costituzionale del 2014 voluto dai Cristiano-democratici di Ján Figeľ (KDH), con il sostegno dello Smer di Robert Fico.

(Red)

Foto NRSR

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