Governo: azioni più dure contro i giudici sospettati di corruzione

Un emendamento approvato oggi in una sessione speciale del consiglio dei ministri include la possibilità di sospendere procuratori e giudici che potrebbero mettere in dubbio la credibilità della magistratura, e sui quali pende il sospetto che manchino dei prerequisiti e delle capacità per svolgere il proprio lavoro. La proposta di sospensione potrà essere presentata dal presidente del Consiglio giudiziario, dal ministro della Giustizia o dal presidente della Corte suprema, e sarà decisa dal Consiglio giudiziario in una seduta pubblica. Le persone oggetto di sospensione non torneranno al loro incarico fino a che saranno cessate le ragioni della decisione. Si parla di un un massimo di sei mesi, ma sarà possibile prolungarle per altri sei mesi. Dopo di che il giudice dovrà essere accusato formalmente, oppure colpito con sanzione disciplinare. Se non risulta niente a suo carico, potrà tornare al lavoro, ha dichiarato il ministro della Giustizia Gábor Gál (Most-Hid).

L’emendamento prevede che il presidente della Corte Suprema sarà eletto con un voto pubblico. A presentare il disegno di legge ai ministri è stato lo stesso premier Peter Pellegrini, convinto della necessità di rafforzare la fiducia della gente nel sistema giudiziario e nella magistratura, per cui si devono adottare misure legislative specifiche da far entrare in vigore il prima possibile. Secondo Pellegrini il provvedimento è una risposta alla complicata situazione attuale all’interno della magistratura, ma intende anche impedire che situazioni simili si verifichino in futuro. L’emendamento verrà discusso in Parlamento con procedura accelerata la prossima settimana, dopo il dibattito sul bilancio 2020.

(Red)

Foto STL cc by nc nd

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.