OCSE: decelerazione del PIL slovacco al 2,5% quest’anno e 2,2% il prossimo

Dopo la Commissione europea, anche l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) certifica un rallentamento dell’economia della Slovacchia, che dovrebbe crescere al 2,5% quest’anno, secondo la previsione pubblicata ieri all’interno del suo Economic Outlook d’autunno. Per il 2020 l’OCSE prevede un ulteriore rallentamento al 2,2%, seguito da una leggera ripresa del 2,6% nel 2021. Si evidenzia un abbassamento delle stime rispetto alle precedenti previsioni pubblicate a maggio di quest’anno, quando per la Slovacchia si prevedeva una crescita di 1 punto in più nel 2019 e di 1,2 punti percentuali l’anno prossimo.

La causa principale della decelerazione economica slovacca è dovuta alla riduzione della domanda estera, dice l’OCSE, mentre al contrario la domanda interna rimane forte grazie ai consumi privati, aiutati dalla crescita dei salari. La crescente incertezza ostacola gli investimenti, ma la disoccupazione rimane ai minimi storici (inferiori al 6%). Per quanto riguarda l’inflazione, quest’anno dovrebbe raggiungere il 2,8%, per poi scendere leggermente al 2,5% nel 2021, dati che rimangono tra i più alti nell’Unione europea.

Secondo l’OCSE il disavanzo della pubblica amministrazione si stabilirà all’1% del PIL quest’anno, e sarà pari all’1,2% del PIL nei prossimi anni. Nel frattempo il debito scenderà gradualmente al di sotto del 47% del PIL. Tra i rischi si citano in particolare quelli legati agli sviluppi commerciali e un ulteriore rallentamento dell’ambiente esterno, in particolare in Germania. Sul medio termine l’OCSE avverte di un possibile aumento delle spese, dovuto in buona parte alla tendenza all’invecchiamento della popolazione e alla recente introduzione di un tetto massimo all’età pensionabile.

Le raccomandazioni si concentrano su una riforma del settore pubblico e dell’istruzione e l’attuazione della revisione della spesa, puntando l’attenzione su una maggiore efficienza degli investimenti nell’istruzione, nella formazione e nell’innovazione, fattori che aiuterebbero ad aumentare la produttività. Inoltre suggerisce misure per aumentare l’occupazione delle donne, con un miglioramento delle strutture prescolari e dell’assistenza all’infanzia.

(Fonte MZV)

Foto geralt CC0

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