L’era dei robot in Europa: opportunità o minaccia?

Dagli ultimi dati Eurostat, un quarto delle aziende europee utilizza robot. Tra i Paesi dove l’impiego è massiccio troviamo la Danimarca, che dalle ultime analisi dimostra come investire nell’innovazione porti frutti.

INDUSTRIE ALL’AVANGUARDIA

La robotica oggi è un mercato in rapido sviluppo, guidato sempre più dalla creazione di nuovi prodotti che vanno a rendere più efficienti e a migliorare la produttività di diversi settori. Alcuni recenti studi hanno sottolineato che l’automazione incrementerà la produttività e di conseguenza la produzione, ma, come era successo nelle precedenti rivoluzioni tecnologiche, alcuni posti di lavoro saranno sostituiti e, allo stesso tempo, nuove tipologie di lavoro saranno create e trasformeranno sia gli stili di vita che il lavoro in sé. Un maggiore impiego dei robot, inoltre, andrà a ridurre il rischio di esposizione dei lavoratori a condizioni nocive e pericolose per la salute. Le aziende europee per la maggior parte utilizzano due tipi di robot: quelli industriali e quelli di servizi, meglio conosciuti con il nome di cobot o co-robot, termine che deriva da collaborative robot (robot collaborativo). Il cobot è una nuova tipologia di robot concepito per interagire fisicamente con l’uomo in uno spazio lavorativo. Al contrario, i robot industriali sono progettati per operare in maniera autonoma o con una guida limitata da parte di un operatore. L’utilizzo di quest’ultima tipologia di robot sin dalla fine degli anni Duemila aveva dato un messaggio allarmante nella società. Infatti nei settori in cui sono utilizzati i robot industriali, molti posti di lavoro sono minacciati dalla sostituzione uomo/macchina. Oggi il trend sta cambiando e tranne che per alcuni settori, gli altri utilizzano cobot, che sono invece in grado di lavorare fianco a fianco con gli esseri umani e non vanno a sostituire il lavoro fatto dall’uomo, ma lo aiutano in mansioni ripetitive e faticose.

UN QUARTO DELLE AZIENDE UE UTILIZZA ROBOT

Nel corso degli anni la robotica ha man mano acquisito sempre più importanza nei settori industriali. Dagli ultimi dati Eurostat disponibili si evince che il 7% delle piccole imprese (da 10 a 49 dipendenti), il 12% delle medie imprese (da 50 a 249) e oltre il 25% delle grandi imprese (oltre 250) europee utilizza robot. La Spagna è al primo posto con l’11% delle aziende che usano robot industriali o di servizio. Seguono a pari merito Danimarca e Finlandia con il 10% e l’Italia con il 9%. Alla fine della classifica invece troviamo Cipro con solo l’1%. Estonia, Grecia, Ungheria, Romania e Lituania invece sono al 3%. I robot industriali per la maggior parte sono utilizzati nel settore manifatturiero (16%). Invece i robot di servizi sono utilizzati nella produzione e nel commercio al dettaglio (4%), nei sistemi di gestione magazzino (44%), ma anche nel trasporto di persone e merci (22%), attività di pulizia e smaltimento di rifiuti (21%) e lavori di assemblaggio (21%). Con l’avvento dei robot industriali, che come precedentemente detto lavorano in modo autonomo e non necessitano di un’interazione con l’uomo, si mettono a rischio posti di lavoro e si teme un licenziamento su larga scala. Uno dei problemi principali è la mancata esistenza di aiuti per i lavoratori che si troveranno senza lavoro. Inoltre il pericolo esiste anche per coloro le cui mansioni saranno soggette a significativi cambiamenti dati dall’automazione di interi settori. Per far fronte al problema, la Commissione Europa da inizio 2019 sta portando avanti delle politiche per preparare al meglio i settori industriali. Tra le varie proposte incluse nella “Relazione su una politica industriale europea globale in materia di robotica e intelligenza artificiale” è inserita anche quella di sollecitare gli Stati membri a concentrarsi sulla riqualificazione dei lavoratori nei settori industriali più colpiti dall’avvento dell’automazione delle mansioni. Inoltre sottolineano l’importanza di creare nuovi programmi di istruzione che si concentrino sullo sviluppo di competenze dei lavoratori, così che questi possano successivamente approfittare delle nuove opportunità lavorative create dall’automazione dei settori industriali. Gli Stati membri UE stanno lavorando a un obiettivo comune, quello di espandere e rendere competitivo il settore manifatturiero, prefissando anche un incremento nei posti di lavoro, organizzando corsi per i lavoratori tramite i quali questi andranno ad acquisire nuove competenze.


Robot di servizi utilizzati nelle imprese europee – Fonte: Eurostat 21/01/2019

L’INDUSTRIA ROBOTICA DANESE LEADER MONDIALE NEL SETTORE

La Danimarca non è solo, come dimostrato dai dati Eurostat, in cima alla classifica di coloro che impiegano più robot nelle grandi imprese, ma allo stesso tempo alcune aziende danesi sono tra le 21 migliori aziende di robotica industriale nel mondo. Ad oggi in Danimarca sono impiegate più di 8mila persone in un settore che genera un fatturato di 2,4 miliardi di euro all’anno. Dall’ultimo rapporto pubblicato da Damvad Analytics si prospetta una crescita pari a 6 volte quella attuale e le aziende del settore sperano di raggiungere nel 2025 un fatturato di 7 miliardi di euro l’anno, incrementando così anche l’occupazione con più di 25mila lavoratori impiegati nel settore. Oggi l’industria robotica danese ha un potenziale di crescita grazie all’aumento nella domanda globale di automatizzazione. La Danimarca quindi dimostra che investire in innovazione porta i suoi frutti, ma ci sono dei correttivi che devono essere presi. Uno dei problemi principali sul territorio danese è la mancanza di lavoratori qualificati e le politiche migratorie degli ultimi anni hanno reso questo processo ancora più complicato. Il mercato danese ha creato prodotti all’avanguardia trovando soluzioni robotiche e di automazione in diversi settori industriali, dall’elettronica, passando per la plastica e la chimica, fino al settore alimentare. Le esportazioni oggi rappresentano quasi il 60% del fatturato del settore e questo dimostra la competitività a livello internazionale. Per mantenere questo status di leadership a livello globale, le aziende danesi operanti nel settore robotico richiedono uno sforzo congiunto tra il settore pubblico e le aziende private di continuare a investire in ricerca e innovazione oltre che nei dipendenti e avere la possibilità di acquisire altri lavoratori qualificati dall’estero. L’industria robotica danese rispetto ad altri scenari europei è già ben avviata, perciò le aziende operanti nel settore sperano di riuscire nell’impresa di potenziare la crescita nei prossimi sei anni.
Il massiccio aumento dell’utilizzo dei robot nelle industrie da un lato aiuterà la crescente necessità di aumentare la produttività, la riduzione degli incidenti sul lavoro, la sicurezza dei dipendenti e il miglioramento degli ambienti di lavoro. Dall’altro invece si incapperà in una sostituzione uomo/macchina, in cui i robot andranno a sostituire il lavoratore, che dovrà assumere nuovi ruoli quali quelli di sussidio e di supporto e dovrà intervenire a risolvere eventuali problemi riguardanti il robot. Sarà compito della politica intervenire per mitigare i potenziali effetti negativi e gestire questa transizione epocale con lungimiranza.

(Moira Mastrone, Il Caffè Geopolitico cc by nc nd)

Foto ŽupaBA VUCBA cc by

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